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Titolo:
Cloverfield
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Titolo originale:
Cloverfield
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Regia:
Matt Reeves
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Genere:
Thriller, Azione,
Fantascienza
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Anno di produzione:
2007
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Nazione:
United States
TRAMA
New York. Una notte come tante altre, almeno così
sembra.., ma ad un certo punto un black out, fa
cadere la città nel buio. Quello che succede subito
dopo é terrificante, una misteriosa creatura sta
radendo al suolo la città, la testa della statua
della libertà vola come una palla infuocata fra i
grattacieli.., la Grande Mela é nel caos e
l'esercito non sa cosa fare...
RECENSIONE
Definito da molti come un “capolavoro”,
“Cloverfield” non è altro che una trovata pubblicitaria che ha poche
frecce nel proprio arco e punta parecchio sugli effetti speciali. Girato
sulla falsa riga di “The Blair Witch Project”, con un budget nettamente
superiore, e guardando a produzioni che hanno rispolverato la stessa
tecnica di regia (“Diary of the Dead” di G.A.Romero e “Rec” del duo
Balaguero-Plaza), l’opera ruota attorno a una sceneggiatura debolissima.
Lo script, infatti, è costellato da buchi
narrativi (non si sa niente sulla creatura né da dove sia arrivata o
come sia stata creata, né cosa siano quegli esseri che vanno in giro a
seminare morte) probabilmente volontari allo scopo di far dibattere i
fan su internet, ma che non possono che essere elencati come difetti dal
momento che un’opera deve vivere di vita propria e deve dare indizi a
sufficienza per poter essere compresa (lo spettatore vede il film e al
massimo ci ragiona sopra, non deve andare a fare le indagini per capire
quello che ha visto e scoprire aspetti che non sono stati mostrati).
Poco comprensibili i primi 18 minuti che
si rivelano di una noia mortale e che si sarebbero potuti ridurre ad
almeno 9-10 minuti, giusto il tempo per “presentare” i personaggi.
Gli sceneggiatori non propongono niente
(ma proprio niente!!) di originale e finiscono per lo scopiazzare
persino opere trite e ritrite come “Resident Evil – Apocalypse” (scena
dell’abbattimento dell’elicottero con ripresa dall’interno; militari che
vogliono radere al suolo l’area “contaminata”; donna che lacrima
sangue), “The Blair Wich Project” (i due protagonisti che, alla fine,
immortalano un loro messaggio sul nastro della videocamera, mentre
impauriti si guardano attorno), “Il Ritorno del Dinosauro” (bestione che
gira in mezzo ai grattacieli) e “Godzilla”, il tutto condito da un
“falso” terrore post “11 settembre”. Intendo “falso” in quanto
l’accostamento non si rivela del tutto felice, in quanto l’11 settembre
l’America veniva attaccata da un nemico “invisibile”, mentre qui si ha a
che fare con qualcosa di determinato e individuabile.
Scopiazzature varie anche a “28 settimane
dopo” (corri corri generale; uomini morsicati che evolvono in altre
creature), “28 giorni dopo” (scena all’interno di un grattacielo
abbandonato) e “Salvate il soldato Ryan” (scene di battaglia, girate in
modo assai peggiore rispetto a Spielberg).
La regia è in stile documentaristico (“The
Blair Wich Project” ancora una volta) e se questo permette di offrire
alcune scene di sicuro impatto emotivo (belle quelle con gli aerei che
sfrecciano nei cieli) paga dazio alla lunga distanza con un fastidioso
effetto “alto mare”. Peraltro, se opere come “The Blair Wich Project” o
“Cannibal Holocaust” potevano avere la presunzione di spacciarsi come
“veri documentari”, lo stesso non può dirsi per questo monster movie che
snocciola momenti inverosimili al limite del trash (si pensi alla scena
con il mostro che addenta l’operatore senza danneggiare la telecamera
(!?)).
Credibili gli attori, seppure non si
segnalino “mostri sacri” dell’iconografia horror.
Ottimi gli effetti speciali, unico aspetto
veramente degno di nota dell’opera, così come la fotografia. In buona
sostanza, siamo alle prese con un film dove gli effetti speciali non
sono al servizio della pellicola, ma viceversa.
In un periodo dove film come
“Transformers” riescano a strappare molti consensi, “Cloverfield” non
poteva che beneficiare di un medesimo trattamento. Sopravvalutatissimo e
incapace di “vivere di vita propria”. Voto: 5.5
(Matteo Mancini)
ALCUNE
IMMAGINI DAL FILM

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