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di Zack Snyder

 

 


CUSTODES BESTIAE

Regia: Lorenzo Bianchini


Interpreti: Massimiliano Pividore, Alex Nazzi, Giorgio Merlino, Gianni Nistri, Nevio Ferraro, Edo Basso


ITALIA 2003

 

TRAMA

Studioso di storia dell’arte rinviene un affresco riportante iscrizioni latine e delle bizzarre raffigurazioni. In seguito a uno studio approfondito, l’uomo scopre che il disegno è un rebus che cela una verità talmente scomoda da poter essere ucciso. Intimorito, il professore chiama giornalista accennandogli qualcosa della storia che lo ha visto coinvolto, poi, scompare misteriosamente, mentre loschi figuri cercano di intralciare le indagini del giornalista…

 

RECENSIONE

 

Pellicola amatoriale, ma anni luce superiore a molti prodotti firmati da fior fiori di professionisti. Imperniata su una sceneggiatura (dello stesso regista) meritevole di ben altri palcoscenici, “Custodes Bestiae” riesce a coinvolgere lo spettatore conducendolo per mano in un abisso di terrore come poche altre pellicole riescono a fare. L’opera prende le mosse come un thriller con tanto di investigatore non professionista impegnato a indagare su fatti attinenti al mondo occulto/religioso e bizzarri personaggi intenti a mettergli i bastoni tra le ruote. Poi, progressivamente si scende nel horror con studio di manuali religiosi secolari, continue inquadrature di statue e dipinti macabri e, infine, con dei flashback in cui entra in azione niente meno che il Maligno in persona. Gli ultimi venti minuti, dove tra l’altro emergono degli omaggi più o meno espliciti alla narrativa di Lovecraft, sono indimenticabili e lasceranno lo spettatore incollato alla poltrona.

Passando alla regia, c’è da dare atto a Lorenzo Bianchini (“Radice quadrata di 3”) di aver compiuto un mezzo miracolo a estrarre un’opera come “Custodes Beastiae”, considerando la pochezza del budget e soprattutto le mille difficoltà in cui si sarà trovato a lavorare. Bianchini non fa mancare niente al suo lavoro con tanto di carrozza trainata da cavalli e Demonio con zampe caprine che stupra una donzelletta. Favolosa anche la scena della bimba deforme. Per quel che concerne la tecnica di regia, direi che lo stile mira più all’efficacia piuttosto che al virtuosismo (personalmente in vari momenti ha un taglio da fiction tv), però, riesce a compensare alcuni difetti di tecnica con un certo gusto per l’arte e con un intelligente utilizzo di fotogrammi agghiaccianti, peraltro molto curati (vedere a titolo di esempio lo scheletro del caprone antropomorfo che compare per un brevissimo istante a pochi minuti dalla fine). Presente forse qualche calo di ritmo, ma credo tutto sommato che sia stata una scelta giusta capace di esaltare ancora di più una sceneggiatura davvero straordinaria al punto di convincere lo spettatore che ciò che viene proposto potrebbe anche essere reale (ottima l’idea delle notizie che ci vengono fornite al termine della proiezione)..

A contribuire all’ottimo risultato finale sono anche le splendide musiche (davvero complimenti al compositore) e i terribile effetti sonori. Molto bravi anche gli attori, se si considera che non si tratta di professionisti, con un Pividore decisamente credibile nei panni del protagonista.

Maluccio la fotografia, forse uno dei pochi aspetti negativi, e, inoltre, anche le scenografie, pur essendo più che sufficiente (per la bellezza delle location) potevano essere rese maggiormente suggestive (con utilizzo di nebbie ad esempio o di pioggia).

Quasi totale assenza di gore, ma vi assicuro che l’opera sa spaventare a dovere e non per mezzo di semplici schiamazzi, ma con una struttura di racconto davvero terrificante e ben orchestrata.

In ogni caso si tratta di un film sicuramente da vedere e da diffondere attraverso passa parola. Immancabile nella vostra videoteca.

 

(Matteo Mancini)

 

ALCUNE IMMAGINI DAL FILM

 

 

 
 

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