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Titolo originale:The Mist
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Nazione: U.S.A.
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Anno: 2007
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Genere: thriller/horror
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Durata: 127'
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Regia: Frank Darabont
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Cast:
Thomas Jane, Marcia Gay Harden,
Laurie Holden, William Sadler,
Nathan Gamble, David Jensen, Jay
Amor, Andre Braugher, Julio
Cedillo, Kevin Beard, Dodie
Brown, Alexa Davalos, Kip
Cummings, John F. Daniel
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Produzione:
Darkwoods Productions,
Dimension Films
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Uscita prevista al cinema: 2008
TRAMA
Dopo una tempesta
atmosferica, una fitta nebbia avvolge una cittadina
sede di un’importante base militare americana. Ma
non è una nebbia comune: nel grigiore impenetrabile
si muove qualcosa di grosso, qualcosa di un altro
mondo…
RECENSIONE
Fedele trasposizione del racconto di
Stephen King intitolato “Nebbia”, contenuto nell’antologia “Scheletri”.
Frank Darabont scrive e dirige l’opera con
un taglio meno classico di quello adottato per i precedenti “Le Ali
della Libertà” e “Il Miglio Verde” (entrambi ispirati a romanzi del Re).
Ne viene fuori un’opera che ha il sapore del B-Movie anche se la
computer grafica stona un pochetto
Procediamo, però, per gradi.
La sceneggiatura è ottima, nel senso che
Frank Darabont è riuscito a porre rimedio a taluni difetti propri
dell’opera letteraria. È stato eliminata tutta la parte relativa alla
storia d’amore tra il protagonista e una sconosciuta intrappolata - come
lui - all’interno del supermarker, ma soprattutto si è intervenuti
massicciamente sul finale. Se il racconto di King offriva una
conclusione sospesa, Darabont propone un epilogo esplicito e così
cattivo che a Hollywood è raro vedere. Terribile la scena della presunta
(in quanto non mostrata) roulette russa che vede protagonisti cinque
personaggi, ancor peggiore è l’esito che ne deriva. Notevole anche
l’inquadratura sulla madre che, a inizio film, nessuno aveva voluto
aiutare.
Se si sono eliminati due dei principali
difetti della novella, non si è riusciti ad evitarne il terzo; cioè
quello relativo alla prolissità della storia. Anche per l’opera
cinematografica, infatti, persiste una certa lentezza (forse
inevitabile) nel raccontare l’evoluzione dei fatti. Giova dire,
tuttavia, che la pellicola non si impantana troppo, grazie soprattutto
all’ottima prova del cast artistico. Tra tutti è da segnalare la
performance di Marcia Gay Harden (“Into the Wild”, “Mystic River”):
semplicemente magistrale nei panni della cattolica estremista. Niente
male anche William Sadler (“I racconti della cripta – Il cavaliere del
male”, “Devour”), soprattutto per aver reso verosimili gli sbalzi
comportamentali del suo personaggio. Non impressiona il protagonista
Thomas Jane (“The Punisher”, “L’Acchiappasogni”, “Blu Prfondo”), ma
nemmeno fa storcere la bocca.
Regia essenziale - con qualche gioco di
messa a fuoco. La sequenza migliore, capace di regalare brividi puri -
anche perché si vede ben poco – è quella in cui un uomo decide di
avventurarsi nella nebbia, legato con una corda tenuta dai compagni
rimasti all’interno del supermercato. Vi lascio immaginare ciò che
segue.
Confermati tutti i mostri messi in scena
da Stephen King, ricreati con una computer grafica non trascendentale
(comunque sufficiente) e con alcune creature di lovecraftiana memoria
(il gigante tentacolare).
Colonna sonora e fotografia adeguate.
Non manca qualche spruzzo splatter
realizzato con un bilanciamento tra CG (di cui, sul punto, si sarebbe
potuto fare a meno) ed effetti tradizionali
Piccola curiosità: si registra una
citazione a “La Cosa” di Carpenter, con la locandina ripresa in PP a
inizio film.
In conclusione, si tratta di uno dei
migliori film tratti da un’opera di Stephen King capace di far
rabbrividire gli spettatori (specie chi non ha letto il racconto). Un
punto in più per il finale.
Voto: 8
(Matteo Mancini)
ALCUNE
IMMAGINI DAL FILM

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