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RECENSIONE FILM

L'ALBA DEI MORTI VIVENTI

di Zack Snyder

 

 


A PROVA DI MORTE

       

Regia: Quentin Tarantino

Con: Jordan Ladd - Kurt Vogel Russell - Rosario Dawson - Rose McGowan - Sydney Tamiia Poitier - Vanessa Ferlito - Zoe Bell

Anno: 2007



 

TRAMA

Jungle Julia, la ragazza più sensuale di Austin, in Texas, torna tardi ogni notte insieme alle sue due migliori amiche, Shanna ed Arlene. Le tre ragazze, tutte molto carine, si divertono a passare le serate tra due locali di Austin, il "Guero's" e il "Texas Chili Parlor", dove attirano gli sguardi indiscreti degli avventori. Tra i tanti camionisti e motociclisti presenti al locale c'è Stuntman Mike, un killer misogino psicopatico schizofrenico, il cui volto è solcato da una strana e spaventosa cicatrice.

 

 

RECENSIONE

 

“Grind House” apre le danze con questa pellicola che, sulla carta, sarebbe dovuta esser il pezzo da 90 del progetto e invece si rivela imparagonabile allo spassoso “Planet Terror” di Robert Rodriguez. Tarantino delude come non mai, proponendo la sua peggiore sceneggiatura di sempre. Lo script affonda in continue parolacce e in dialoghi interminabili (tutt’altro che divertenti) che ruotano attorno alle stesse banalità dall’inizio alla fine (non credo che sia particolarmente felice il pubblico femminile).

Personaggi non caratterizzati, a parte il protagonista, l’uno copia dell’altro. Soggetto stringatissimo e diluito al più non posso (la sensazione è che Tarantino abbia scritto un testo per un mediometraggio e poi, per problemi di distribuzione, sia stato costretto ad ampliarlo).

Il film gode di qualche impennata quando entra in scena Kurt Russell (perfetto per la parte), ma purtroppo questo non lo salva dalla noia.

Gustoso il primo incidente (splatter a go go), niente male il balletto di lap dance, bello (per quel significato malinconico che solo un amante di B-Movie può comprendere) il monologo di Russell quando parla di come venivano messi in scena gli incidenti automobilistici nei vecchi films.

Cammeo dell’ottimo Michal Parks, qui nei panni di un personaggio il cui ruolo è stato incollato con “il nastro adesivo”, visto che si rivela totalmente inutile alla narrazione. Presenza anche di Quentin Tarantino.

Regia a tratti stucchevole con il regista (feticista come non mai) che esagera nell’inquadrare piedi e fondo schiena femminili (un autentico bombardamento). Citazioni a “Italia a Mano Armata”, “La polizia ha le mani legate” e “L’uccello dalle piume di cristallo” con i sound tracks riproposti nella seconda parte di film. Bene le interpretazioni, ottimo Kurt Russell. Nel complesso mediocre e poverissimo di contenuti. Delusione.

 

 

(Matteo Mancini)

 

ALCUNE IMMAGINI DAL FILM

 

 

 

 

 
 

 

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