RECENSOGNI HORROR

 

 
   
  [Home]|[Racconti]|[Disegni]|[Forum]|[Sogni d'horror]|[Fumetti]|[Concorso]|[Recensioni]|[Vampiri]|[Frasi Horror]|[Chi siamo]|[Buio in sala]|[Link]  
 

 ELENCO CONTATTI PER INVIARE MATERIALE

 

info@sognihorror.com

leleopc@gmail.com

 

 

CINEMARECENSIONI

 

RECENSIONE FILM

IL GIORNO DEGLI ZOMBI

di George A. Romero

 

CINEMARECENSIONI

 

RECENSIONE FILM

RESIDENT EVIL - APOCALYPSE

di Alexander Witt

 

CINEMARECENSIONI

 

RECENSIONE FILM

L'ALBA DEI MORTI VIVENTI

di Zack Snyder

 

 


CAPTIVITY

   
Titolo: Captivity

Titolo originale: Captivity

Regia: Roland Joffe

Cast: Elisha Cuthbert , Daniel Gillies, Pruitt Taylor Vince

Genere: Thriller

Anno di produzione: 2006

Nazione: United States

Distributore: Filmauro

Durata: 84

TRAMA

La bellissima star della moda Jennifer Tree si risveglia all'interno di in una cella buia e senza finestre. La ragazza non ha idea di chi possa averla rapita e perchè. L'unica certezza che Jennifer ha, è che il suo rapitore conosce perfettamente le sue paure e le sue passioni, grazie anche ad una serie di interviste rilasciate da lei nel corso della sua carriera, che le vengono riproposte attraverso un monitor appeso nella sua cella.

 

RECENSIONE

 

L’originalità non passa di certo dalle parti di “Captivity”, pellicola che cavalca i successi di “Hostel” e soprattutto della saga “Saw – L’Enigmista” proponendo un soggetto che non ha nulla da aggiungere rispetto alle due opere di riferimento.

Curiosa la scelta del regista a cui è stato affidato il progetto, con un professionista veterano passato improvvisamente dal c.d. cinema d’autore al B-movie citazionista (continue PPP su mani guantate; violenza a go go). Dietro alla MDP, infatti, troviamo quel Roland Joffé che molti ricorderanno per aver diretto negli anni ‘80 “Mission” (film famoso con Robert De Niro protagonista e musiche di Ennio Morricone).

Degna di nota è anche la presenza nel cast tecnico di un maestro come Larry Cohen (“The Stuff – Il gelato che Uccide”, “Q – Il Serpente Alato”), il quale  firma la sceneggiatura.

Nonostante le incoraggianti premesse, però, il prodotto finale è tutt’altro che riuscito. Cohen, in particolare, pare aver perso quella freschezza e quel tocco “politicamente scorretto” che caratterizzava i suoi primi lavori. Il suo script, difatti, è molto povero (“campa” sulle trovate visive, senza avere un qualcosa di solido alle spalle) e si concede qualche passaggio inverosimile. A nulla servono i riferimenti sulla vanità della protagonista (che pone la bellezza fisica sopra a qualsiasi altro valore) dal momento che non si sviluppa il concetto, ma lo si lascia lì senza approfondirlo.

Bruttissima (dal punto di vista concettuale) la sequenza in cui i due prigionieri fanno all’amore (una cosa talmente assurda da meravigliarsi che l’abbia scritta Larry Cohen).

Se la cava meglio Roland Joffé che, non essendo un master of horror, opta per uno stile diverso da quello che lo aveva sempre caratterizzato e garantisce un buon ritmo; almeno finché la sceneggiatura non si squaglia come neve al sole.

Nel complesso, dunque, si è alle prese con un’opera capace di incollare alla poltrona per i primi 30-40 minuti (grazie a trovate claustrofobiche di spessore e a torture super sadiche), per poi sfaldarsi e scadere nel prevedibile e nei consueti stereotipi del genere. Epilogo telefonatissimo.

Interpretazioni non entusiasmanti, fotografia patinata, scenografie in stile “Saw”.

Può valere senz’altro un noleggio (non direi un acquisto), specie per i cultori dello splatter (avranno un paio di scene decisamente riluttanti) e della saga “Saw”.

 

Voto: 6

 

 

(Matteo Mancini)

 

ALCUNE IMMAGINI DAL FILM

 

 

 
 

 

info@sognihorror.com