RECENSOGNI HORROR

 

 
   
  [Home]|[Racconti]|[Disegni]|[Forum]|[Sogni d'horror]|[Fumetti]|[Concorso]|[Recensioni]|[Vampiri]|[Frasi Horror]|[Chi siamo]|[Buio in sala]|[Link]  
 

 ELENCO CONTATTI PER INVIARE MATERIALE

 

info@sognihorror.com

leleopc@gmail.com

 

 

CINEMARECENSIONI

 

RECENSIONE FILM

IL GIORNO DEGLI ZOMBI

di George A. Romero

 

CINEMARECENSIONI

 

RECENSIONE FILM

RESIDENT EVIL - APOCALYPSE

di Alexander Witt

 

CINEMARECENSIONI

 

RECENSIONE FILM

L'ALBA DEI MORTI VIVENTI

di Zack Snyder

 

 


DELIRIA

 
Un film di Michele Soavi.

Con Barbara Cupisti, David Brandon, Giovanni Lombardo Radice, Piero Vida, Mickey Knox, Mary Sellers.

Genere Thriller.

colore 89 minuti. 

Produzione Italia 1987.


 

TRAMA

Psicopatico, squartatore di donne, fuggito dal manicomio va in un teatro dove scatena la sua furia omicida

 

RECENSIONE

 

Fiore all’occhiello della Filmirage, ovvero la casa di produzione di Aristide Massaccesi (meglio conosciuto come Joe D’Amato) solitamente impegnata con prodotti raffazzonati e qui capace di proporre un’opera dall’alto spessore tecnico.

Sceneggiato dal mitico Luigi Montefiori, autentica icona degli horrors made in Italy di fine anni ’70 prima anni ’80 (lo ricordiamo protagonista in “Antropophagus” di Joe D’Amato), “Deliria” si ispira palesemente ad “Halloween”. Come nel film di John Carpenter, ci troviamo alle prese con un folle assassino che evade dal manicomio e inizia a fare razzia; dopo essersi rifugiato in un luogo delimitato (nel film americano era una cittadina, qui è un teatrino). Le similitudini tra i due film non finiscono qui. Abbiamo la presenza di: una pioggia battente che accompagna l’evasione del “mostro”, con un’inquadratura dall’interno di un auto e con il pazzo che appare in campo lungo, mentre sta correndo; un assassino che va in giro con una maschera inespressiva sul volto (nella fattispecie una maschera da barbagianni); un epilogo dove il killer (leggi il male) pare non morire mai.

Curioso l’omaggio a “1997 Fuga da New York”, con Giovanni Lombardo Radice che rivolgendosi a una ballerina le dice: “Chiamami Iena”. Più implicita, ma a mio avviso presente, la citazione a “Murderock – Uccide a Passo di Danza” di Lucio Fulci; da cui viene ripresa l’idea della serie di assassinii consumati all’interno di un teatro durante le prove di uno spettacolo incombente.

Se la sceneggiatura non brilla per originalità, la regia del debuttante Soavi si rivela sopra ogni attesa (per l’epoca). Già aiuto regista dei vari Lamberto Bava, Lucio Fulci, Joe D’Amato, Soavi sfodera un taglio di regia particolareggiato con riprese spesso in primo piano. Ricorda abbastanza da vicino lo stile di Dario Argento anche se forse più improntato all’azione. Ottimi e truculenti gli omicidi (donne mozzate in due tronconi, uomo mutilato con motosega e chi più ne ha più ne metta), ma soprattutto le sequenze con i personaggi che corrono e si affannano minacciati dall’assassino (Soavi ricorre spesso a rapide carrellate sui pavimenti per aumentare la tensione dello spettatore). La sequenza più bella, però, è quella con il killer seduto, in mezzo alle sue vittime.

Notevole la fotografia di Renato Tafuri, capace di imprimere un taglio visionario che si sposa alla perfezione con il talento del regista. Sempre terribile alla colonna sonora Simon Boswell (lo si ricorda soprattutto per le felici collaborazioni con Lamberto Bava).

Nel cast artistico, si segnala la presenza di Barbara Cupisti (la ritroveremo in altri due horror di Soavi e precisamente in “La Chiesa” e in “Dellamorte Dellamore”) e David Brandon (attore utilizzato da Lamberto Bava in opere quali “Il Maestro del Terrore” e “Le Foto di Gioia”), ma soprattutto di un’icona del genere come Giovanni Lombardo Radice (indimenticabile in “Cannibal Ferox” e in “Apocalypse Domani”), qui purtroppo limitato in un ruolo secondario.

Per i curiosi, si segnala che, con il titolo di “Bloody Bird”, l’opera si aggiudicò il prestigioso premio Avoriaz dedicato alla filmografia fantastica.

Curata, da un punto di vista audiovisivo (meno da quello dei contenuti extra), l’edizione in DVD della “Alan Young Home Video”. Presenza obbligatoria nella vostra videoteca del terrore. Ultimo piccole grande cult di un cinema tricolore ormai molto e sepolto.

 

 

(Matteo Mancini)

 

ALCUNE IMMAGINI DAL FILM

 

 

 

 
 

 

info@sognihorror.com