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Regia:
Neil
Marshall
Sceneggiatura:
Neil
Marshall
Attori:
Rhona
Mitra,
Bob
Hoskins,
Adrian
Lester,
Alexander
Siddig,
David O'Hara,
Malcolm
McDowell,
Emma
Cleasby,
Jeremy
Crutchley,
Vernon
Willemse,
Stephen
Hughes,
Tom
Fairfoot,
Jon
Falkow,
John
Carson (II),
Nathalie
Boltt,
Rick
Warden
Fotografia:
Sam
McCurdy
Montaggio:
Andrew
MacRitchie
Musiche:
Tyler
Bates
Produzione:
Rogue
Pictures,
Intrepid
Pictures
Distribuzione:
Medusa
Film
Paese:
Gran
Bretagna
2008
Uscita
Cinema:
29/08/2008
Genere:
Azione,
Horror
Formato:
Colore
TRAMA
A pochi giorni dalla
scoperta del virus 'Reaper'
– milioni di persone
risultato infette in
Scozia, luogo da dove è
partita l'epidemia
mortale. Il Governo non
ha scelta e proclama la
nazione "zona calda"
mettendo la popolazione
in quarantena con la
vaga speranza di
limitare il contagio.
Isolata dal resto del
mondo, quella che una
volta era la Scozia,
diventa una terra di
nessuno dimenticata da
tutti, dove l'epidemia è
libera di diffondersi e
di uccidere milioni di
persone imprigionate
nelle loro stessa terra.
Venticinque anni dopo,
quando una nuova
epidemia dello stesso
virus scoppia nel centro
della sovrappopolata
Londra, appare chiaro a
tutti che i piani del
Governo, che erano
sembrati perfetti, sono
andato completamente
all'aria.
RECENSIONE
Terzo lungometraggio per il promettente
Neil Marshall (“Dog Soldiers”, “The Descent”) che dopo due horror, passa
alla sci-fi di azione. Più che sci-fi, direi che Marhall confeziona il
suo tributo a un genere specifico: il c.d. “post atomico”. “Doomsday”,
infatti, sintetizza le varie sfaccettature di questo sottogenere
proponendo uno script che ripropone – pari pari - gli elementi di forza
di “1997 Fuga da New York” (area, isolata dalla civiltà, infestata da
teppisti; protagonista spigoloso che viene incaricato di penetrare
nell’area, per porre rimedio a un problema che minaccia l’esterno;
epilogo beffardo, in cui il protagonista si prende gioco dei suoi
superiori) miscelandoli con espliciti omaggi a “Mad Max II” (scena
dell’inseguimento finale), “Mad Max III” (esplicito ritorno al medioevo,
con combattimenti in arena), “Fuga dal Bronx” (militari con elmetti
fracassati dalle mazze dei teppisti), “I Nuovi Barbari” e “I Guerrieri
della Notte” (per il folkloristico ed eccessivo look dei personaggi
punk) e, infine, “28 Giorni Dopo” (idea del virus che falcia l’intera
popolazione, con successiva presenza di strade deserte e città
disabitate) e “La Terra dei Morti Viventi” (autoblindati messi sotto
assedio). Marshall, inoltre, condisce la sua sceneggiatura con un
umorismo posticcio (a tratti irritante) con battute che ricordano film
come “L’Ultimo Boyscout” (su tutte l’espressione: “toccami di nuovo e ti
ammazzo”). Non manca qualche buco narrativo e qualche passaggio
farraginoso (in linea di massima concentrati nell’ultimissima parte) e
un paio di scene grottesche che stonano con tutto il resto (vedi la fine
che fa il capo dei punk). Per i curiosi, si segnala la presenza di due
personaggi i cui nomi sono Carpenter e Miller (rispettivamente i registi
di “1997 Fuga da New York” e della trilogia “Mad Max”).
Al di là di questi aspetti, il film si
segnala per un ritmo serrato e per un indubbio gusto per i B-movies di
un tempo. Come sua abitudine, l’autore inglese non lesina in sparatorie
e gore (decapitazioni, amputazioni, sormontamenti e scene cannibaliche
si susseguono una dietro l’altra senza lasciare niente all’immaginazione
dello spettatore).
Interpretazioni sufficienti, con una Rhona
Mitra (“Highwaymen”, “L’Uomo senza ombra”) che, promossa al ruolo di
protagonista, se la cava prendendo come modello la Kate Beckinsale di
“Underworld” nonché il buon vecchio Iena Plisken (con tanto di benda su
un occhio). Piccolo ruolo anche per l’immenso Andy McDowell (“Arancia
Meccanica”, “Evilenko”, “Firestarter II”), qui un po’ sprecato.
Ottima la messa in scena con un mix di
computer grafica (per fortuna si evitano gli abusi e si da spazio agli
stunt-man come si faceva un tempo) e nebbie artificiali ricreate sul
set. Very good la fotografia, il make up (bella la scena “baviana” in
cui un uomo viene dato alle fiamme) e le scenografie (un po’
“fumettistiche”).
Colonna sonora a tratti “carpentariana”.
Per nostalgici (come il sottoscritto).
Voto: 7.5
(Matteo Mancini)
ALCUNE
IMMAGINI DAL FILM

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