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Titolo originale:
Ghost Rider
Regia:
Mark Steven Johnson
Sceneggiatura: Mark
Steven Johnson
Fotografia:
Russell Boyd
Musiche:
Christopher Young
Anno: 2007
Nazione:
Stati Uniti d'America
Distribuzione:
Columbia Tristar Film
Durata: 110'
Data uscita in Italia:
16 marzo 2007
Genere:
azione,thriller
TRAMA
Diversi anni fa, il campione di corse
motociclistiche Johnny Blaze ha stretto un patto con il diavolo per
proteggere il padre e la donna che ama, Roxanne. Ora però, il diavolo
vuole che Johnny rispetti il patto. Di giorno, Johnny è un celebre
stunt-man; di notte si trasforma in Ghost Rider, cacciatore di taglie di
demoni malvagi. Costretto a eseguire gli ordini del diavolo, Johnny
decide di affrontare il proprio destino e di usare la maledizione e i
poteri di cui dispone per difendere gli innocenti.
RECENSIONE
M.S. Johnson, già regista del pessimo “Daredevil”,
ritorna al genere “fumettistico” con un soggetto che sulla carta sarebbe
potuto apparire molto affascinante, ma che, una volta tradotto in
sceneggiatura e, poi, messo in scena, fa acqua da tutte le parti.
Insieme a “Trasformers”, “Ghost Rider” è
il peggior high budget della stagione 2007. A differenza dell’opera di
Bay, si è cercato di dar vita a uno script più corposo, peraltro con un
evidente pizzico di presunzione di esserci riusciti. Purtroppo, a parte
un buonissimo prologo e qualche spunto interessante (l’idea del
cacciatore di anime dannate; la parte introduttiva; il ghost rider che
si infuoca), si precipita presto nel ridicolo (praticamente appena entra
in scena il ghost rider) con dialoghi imbarazzanti e sviluppi narrativi
decisamente visti e rivisti (i demoni che fuggono dall’inferno facendo
razzia di vite umane; il patto col diavolo; l’eroe maledetto che non può
amare la donna a cui più è legato; almeno 3 citazioni a “Terminator – Il
Giorno del Giudizio” etc etc). Presenza di buchi narrativi enormi (su
tutti la figura del primo ghost rider, vissuto dai tempi dei cowboys: è
diventato immortale o cos’altro?) e di inverosimiglianze (su tutte direi
la scena in cui Blaze, super ricercato dalla polizia, si reca
indisturbato nella propria abitazione senza che nessuno la sorvegli!?)
tali da far pensare che lo script sia stato scritto da un bambino.
Quanto sopra menzionato è davvero un
peccato, perché qualche scena visivamente buona c’è (su tutte la scena
con Blaze che avanza con il suo bolide in mezzo a una laguna) e,
inoltre, la fotografia è senz’altro ottima. La regia, invece, è
discontinua e dimostra poca anima, in ogni caso qualche inquadratura
discreta riesce a regalarla (soprattutto nella prima parte con le
riprese dalla soggettiva dei motociclisti).
Interpretazioni poco convincenti, con un
Cage che dire grottesco è dir poco. Per dirla con termini spicci: in
vari momenti, fa tristemente ridere da quanto sia goffo (non so se
l’effetto sia voluto: io non ci credo).
Colonna sonora e effetti speciali
sufficienti. In definitiva, un’opera esclusivamente per teenager.
(Matteo Mancini)
ALCUNE
IMMAGINI DAL FILM


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