-
Titolo
originale:
Ginger Snaps
Genere:
Horror
Regia:
John Fawcett
TRAMA
Le quindicenni Ginger e Brigitte vengono spesso
derise dai loro coetani per la loro stranezza. Le
due amano realizzare servizi fotografici in cui
simulano morti violente e suicidi. Nel corso di una
di queste sedute vengono aggredite da un lupo
mannaro. Sarà l'inizio di un incubo...
RECENSIONE
Prodotto canadese senza troppe pretese
giunto in Italia qualche anno dopo la sua uscita per merito dei successi
dei suoi due sequels (“Licantropia”). Ideato dal duo John Fawcett e
Karen Walton, autrice anche della sceneggiatura, “Ginger Snaps” è una
sorta di via di mezzo tra un horror stile primi anni ’80 e un
teen-movie. Vi sono, infatti, molti aspetti tipici del teen-movie come
l’età dei protagonisti e i loro classici problemi adolescenziali (in
questo caso si parla di cicli mestruali, prime esperienze amorose,
litigi con la solita ragazza gelosa del proprio ragazzo, utilizzo di
droga leggera) o come la presenza di personaggi al limite del grottesco
(vedi la madre delle ragazze o la dottoressa che fornisce spiegazioni
sul ciclo mestruale a Ginger), tuttavia gli autori hanno il merito di
discostarsi dai tradizionali canoni del teen-movie con zampate in puro
stile horror. Ed è proprio quest’ultima parte che fa guadagnare punti al
film, grazie all’ottimo lavoro svolto da Paul Jones (autore del make up
e delle creature) e alla regia del quasi debuttante (“Amicizia
Pericolosa” e recente regista di films come “Licantropia” e “The Dark”)
John Fawcett che si rivela decisamente più a suo agio nei momenti di
maggiore tensione. Jones realizza dei licantropi che, a differenza di
quanto si è abituati a vedere nelle recenti produzioni, somigliano più a
un lupo che ad un uomo (per intenderci non sono antropomorfi e camminano
a quattro zampe) risultando quindi più credibili.
Discreto il livello del gore (di cui ci
viene fornito un simpatico assaggio già dai titoli di testa) con litri
di sangue sparsi per i pavimenti e per i muri e con qualche frattaglia
nelle scene con i cani squartati. Ottimo il finale e le sequenze in cui
Ginger viene aggredita dal lupo mannaro.
Convince molto di meno, invece, la parte
centrale della pellicola dove si segnala la presenza di qualche
lungaggine di troppo che comunque, per fortuna, non appesantisce
particolarmente il ritmo. Inoltre, si ha la sensazione che la Walton (o
il regista) non abbia avuto il coraggio di sfruttare appieno le
potenzialità del soggetto visto che si accenna a inserire un pizzico di
erotismo per poi abbandonare subito questa strada, quando, invece,
sarebbe stato opportuno svilupparla (ad esempio, a mio avviso, sarebbe
stata una buona idea inserire scene in cui Ginger lecca il sangue che
fuoriesce dalle ferite delle sue vittime o le morde in zone particolari
traendo particolare soddisfazione da questi atti). Dico questo perché
tale via era perfettamente in sintonia con il mutamento di personalità
della ragazza e si intonava bene con la sua sete di sangue e il suo
atteggiamento sadico.
La regia di Fawcett non è memorabile, ma
comunque buona soprattutto nei momenti in cui sale la tensione. Il
regista è particolarmente intelligente a non giocarsi subito gli effetti
speciali di Jones limitandosi a farci intravedere le “sue bestie”
nell’attacco che porta alla contaminazione di Ginger. Questa idea
permette di incollare maggiormente gli spettatori alla televisione nello
splendido finale, visto che si resta stupefatti nel vedere in azione la
creatura mostruosa.
Non impressionano positivamente le
interpretazioni, anzi qualche attore non convince affatto e questo
probabilmente è il punto debole del film. Fotografia (di Thom Best) e
scenografie non eccezionali, colonna sonora sufficiente.
Si segnala la presenza nel cast tecnico di
Vincenzo Natali (regista della pellicola culto “Cube”) autore degli
storyboards utilizzati per il film.
Se siete appassionati di film con i
licantropi avrete che da divertirvi. Gradevole.
(Matteo Mancini)
ALCUNE
IMMAGINI DAL FILM

|