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I CORPI PRESENTANO TRACCE DI VIOLENZA CARNALE

      

Conosciuto anche come:  Torso

Produzione:  Italia, 1973

Regia:  
Sergio Martino

Cast:  Suzy Kendall, John Richardson, Luc Merenda, Tina Aumont

TRAMA

Un serial killer colpisce a Perugia tra le studentesse universitarie. Una di loro ha visto il foulard utilizzato dall’assassino per strangolare una vittima, ma non riesce a mettere a fuoco il volto dell’uomo. Temendo di essere lei la prossima vittima, decide di ritirarsi in montagna con altre tre amiche. Purtroppo per loro verranno raggiunte dal serial killer…

 

RECENSIONE

 

Prodotto nel 1972 da Carlo Ponti per la Cin.ca Champion, “I corpi presentano tracce di violenza carnale”, conosciuto anche come “Torso”, è forse il meno qualitativo dei vari thriller diretti dal bravo Sergio Martino nel biennio 1970-72 (gli altri sono “Lo strano vizio della signora Wardh”, “Tutti i colori del buio” e “Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave”). Il difetto principale di questo film è probabilmente da individuarsi nell’incapacità degli sceneggiatori, più che del regista, di dar vita a una storia capace di incollare alla poltrona dal primo all’ultimo minuto. Il film, infatti, soffre di vari momenti altalenanti con alcune sequenze fenomenali sia dal punto di vista della regia che da quello della tensione emotiva (magistrale la sequenza del secondo omicidio con la vittima che corre in un bosco fangoso avvolta dalla nebbia) con altre che, invece, appesantiscono inutilmente il ritmo. Tale conseguenza deve anche esser attribuita, a mio modesto avviso, alla scelta di ridurre drasticamente i riferimenti alle indagini della polizia (o del detective improvvisato presente nei film di Argento, tanto per citarne uno), aspetto che solitamente cattura l’attenzione dell’amante del giallo, preferendo, invece, dare più spazio alle future vittime (forse per fare affezionare lo spettatore). Aldilà di questo difettuccio, la sceneggiatura (del duo Martino-Gastaldi) ha il merito di caratterizzare sufficientemente bene un serial killer piuttosto perverso che si diletta nel depezzare le sue vittime in seguito a un disturbo psicologico scaturito da un infausto episodio adolescenziale. Nello script c’è qualche inverosimiglianza (vedi il commerciante che si ricorda a chi ha venduto la sciarpa usata dal killer o al triplice assassinio commesso da quest’ultimo con un solo coltello ai danni di tre donne presenti nella stessa stanza e per di più ben sveglie) in qua e in là, ma ci si può passare sopra

Molto qualitativa la regia di Martino che regala almeno una paio di sequenze gustose (oltre alla citata, direi che gli ultimi venti minuti sono un mezzo capolavoro di tensione) e qualche virtuosismo degno di un maestro del genere (su tutti la scena con la donna gettata in un pozzo ripresa con una mdp immersa nell’acqua). Si segnala, poi, una grande abbondanza di topless femminili e varie spruzzate gore curate da Mario Van Riel (gli effetti speciali, per la verità, sono un poco dozzinali).

Passando alle interpretazioni non si può che storcere la bocca per l’assenza di attori di particolare calibro, tuttavia si può dire che sia stata strappata una sufficienza seppure con le unghie. Tra gli interpreti più conosciuti si segnalano Suzy Kendall (la bionda de “L’Uccello dalle piume di cristallo” e di “Spasmo”), Luc Merenda (lo troveremo in vari poliziotteschi successivi di Martino, come “La polizia accusa, il servizio segreto uccide”, “Milano Trema” e “La città gioca d’azzardo”) che si limita a una sorta di cameo e John Richardson (“La maschera del demonio”).

Fiacco, seppur non mediocre, anche il commento sonoro dei solitamente validi Oliver Onions.

In definitiva, non è il migliore thirller di Martino, ma si tratta comunque di uno spaghetti thriller apprezzabile seppure con uno script tutt’altro che innovativo. Tra il buono e il più che sufficiente.

 

(Matteo Mancini)

 

ALCUNE IMMAGINI DAL FILM

 

 

 

 
 

 

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