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Regia di Lucio Fulci
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Con Daniela Virgilio, Daniele Grassetti, Rino Diana, Santa De Santis
TRAMA
Aurora e Rino si
appartano con la loro macchina. Ma poco dopo vengono
aggrediti da un gruppo di balordi. In loro soccorso
accorre una coppia, Antonio e Clara che li invitano
nella loro casa in mezzo al bosco. Non sanno cosa li
aspetta.
RECENSIONE
Carneficina in salsa splatter senza
precedenti, prodotta dai Manetti Bros e Sergio Stivaletti, con alcuni
omicidi davvero disturbanti (su tutti indicherei il bimbo mutilato e lo
sventramento del coatto). Al di là dello splatter, curato dal sempre
eccellente Sergio Stivaletti, si assiste a una pellicola con una
sceneggiatura (voto: 4.5) - dello stesso regista - striminzita e affetta
da troppi problemi. In primo luogo, infatti, si nota fin dalle prime
battute come lo script sia sfilacciato e vada avanti in maniera
tutt’altro che fluida (a parte il prologo, i primi minuti sono piuttosto
noiosi). Inoltre, manca una forte idea che riesca a fungere da collante.
Albanesi si preoccupa più di mettere in scena la sua mattanza (con tanto
di scopiazzature a “Non Aprite quella Porta”) e per farlo non bada al
verosimile. Si assiste così a comportamenti assurdi (vedi i coatti che
fanno irruzione in una casa da cui provengano urla e grida, senza
disporre neppure di un arma!?) e a buchi narrativi che non si colmano
neppure alla fine (perché la famiglia è affetta da mutazioni
genetiche?). Poco riuscito il gioco dei continui ribaltamenti dei ruoli
(personaggi che appaiono malvagi che poi diventano buoni e viceversa).
Ho trovato, inoltre, di cattivo gusto la parte in cui si vorrebbe far
simpatizzare lo spettatore per un gruppo di personaggi squallidi (a mio
modesto avviso, più dei c.d. mostri). Da un punto di vista tecnico,
resta poco comprensibile la scelta di ricorrere a effetti visivi anche
laddove non ci sarebbe stata necessità (vedi i fasci luminosi dei fanali
delle auto proiettati sull’asfalto; o la scena dell’auto che sbanda).
Brutta e sbrigativa l’idea di applicare filtri blu per simulare scenari
notturni. Regia ordinaria che offre il meglio di se nelle scene “action”,
con inquadrature nervose e qualche gioco di zoom. Non brillano la
fotografia e la messa in scena (qualche banco di nebbia sarebbe stato
gradito), a parte nelle sequenze che portano alla stanza in cui si trova
il bimbo mutilato. In queste ultime, difatti, ci si sforza a creare una
componente onirica con il vivace e collaudato abbinamento blu-rosso.
Interpretazioni appena passabili. Cammeo (manco fossero attori di
calibro) per Silvestrin e per la Rocchetti (peraltro pessima, anche a
causa delle brutte battute che si trova a dover recitare). Colonna
sonora anonima. In definitiva uno splatter (dire horror, forse, è fuori
luogo visto che la tensione non raggiunge quasi mai livelli eccelsi) che
punta quasi tutto sul gore e ha come pregio quello di non preoccuparsi
della censura (memorabili le inquadrature con il bimbo mutilato: roba
che vale da sola 2 stelle nella scala dei giudizi). Solo per estremi
appassionati del genere. Voto: 5.5
(Matteo Mancini)
ALCUNE
IMMAGINI DAL FILM

(questa qui sopra è l'immagine del remake - di Gabriele Albanesi)
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