Titolo originale:
Day of the dead
Regia:
George A. Romero
Cast :
Terry Alexander, John Amplas, Anthony Dileo Jr., Lori Cardille, Jarlath
Conroy, Gary Howard Klar, Sherman Howard, Richard Liberty, Ralph Marrero,
Joseph Pilato
Soggetto e
sceneggiatura:
George A. Romero
Costumi:
Barbara Anderson
Fotografia:
Michael Gornick
Montaggio:Pasquale
Buba Ayers
Montaggio:
Gorge A. Romero
Effetti speciali:
Tom Savini
Musica:
John S. Harrison
Scenografia
: Cletus Anderson Rolla
***
TRAMA
In questo terzo capitolo, i morti si sono risvegliati e dominano ormai
da tempo tutta la terra.
Un ridotto numero di sopravvissuti (degli scienziati e dei militari)
vivono in bunker sotterraneo, cercando di
mettersi in contatto con altri viventi. Nel frattempo il dottor Logan
conduce esperimenti sui cadaveri ambulanti
per individuare il centro nervoso che provoca il risveglio e la fame di
carne viva. Conducendo i suoi esperimenti
scopre che i morti possono comprendere ciò che li circonda ed imparare a
comportarsi come gli umani.
La critica alle istituzioni militari è accentuata dallo zombie
utilizzato dal dottor Logan nel suo tentativo di
rieducazione, infatti esso è un ex militare e, quindi nella visione del
regista, più facile da addomesticare.
La situazione degenera per la follia del capitano Rhodes che vuole
imporre le sue decisioni anche agli scienziati
e quando scopre che il dottor Logan ("dott. Frankenstein" come viene
dispregiativamente chiamato dai militari)
nutre i suoi zombi da laboratorio con la carne dei soldati morti. Nel
caos più totale e nella follia dilagata ormai
fra i viventi, i morti riescono ad entrare nel bunker e fanno una
carneficina. Riescono a scappare soltanto Sarah,
il pilota dell'elicottero e il suo socio, verso un'isola deserta: forse
un nuovo Eden, forse solo una prigione dalle
gabbie dorate. Anche in questo film come nei due capitoli precedenti, il
protagonista principale è un uomo di
colore, scelta questa che non fa che confermare il profondo sentimento
antirazzista del regista.
***
RECENSIONE
Dopo aver diretto
l’horror a episodi “Creepshow” e l’originale “Wampyr” (alias “Martin”,
film che affronta in un modo
innovativo il tema
del vampirismo), George A. Romero torna al genere che lo ha reso famoso,
cioè lo “zombie movie”.
“Il giorno degli
zombi” è il terzo capitolo della strepitosa quadrilogia zombiesca
(iniziata nel 1968 con “La notte dei morti
viventi”,
proseguita 10 anni dopo con “Zombi” e terminata, almeno per ora, con il
recente “La terra dei morti viventi,
n.d.c.) del
regista americano che presenta la particolarità di evolversi di film in
film facendo in modo che ogni sequel sia
molto diverso dai
precedenti.
In questa opera si
assiste a un qualcosa di molto particolare e cioè all’evoluzione mentale
degli zombi (aspetto che sarà
ulteriormente
sviluppato in “La terra dei morti viventi”) che passano da essere degli
esseri totalmente privi di intelligenza
a delle creature
capaci di conservare ricordi della loro vita passata, di acquisire
concetti e persino di provare sentimenti
(vedi la scena in
cui “Bud”, lo zombie preferito dal dr.Frankenstein, si rattrista dando
in escandescenze dopo aver visto
il
corpo assassinato del suo “addestratore”). Romero sembra suggerire che
queste creature, apparentemente più stolte
dell’uomo, siano
in realtà superiori a quest’ultimo per la loro capacità di non darsi
battaglia tra di loro.
Memorabile la
scena finale in cui Bud, dopo aver sparato al perfido Rhodes (J.Pilato),
lo saluta con il gesto militare.
Eccessiva e
politicamente molto di parte, la scelta di caratterizzare i militari
come degli stolti scriteriati e guerrafondai
(cosa che sarà
ripresa pari pari anche da Danny Boyle nel suo ottimo “28 Giorni dopo”).
Comunque, al di là di questo,
è decisamente da
lodare l’impegno del regista (che firma anche la coraggiosissima e
innovativa sceneggiatura)
di cercare di
lasciare, alla fine del film, un certo messaggio. Bellissimo il monologo
dell’attore di colore che cerca di dare
una
giustificazione all’insorgenza del morbo che ha trasformato la vita
sulla terra in una sorta di preludio dell’inferno.
Da segnalare anche
la critica all’apparato burocratico che viene dipinto come un qualcosa
che la società americana
ritiene più
importante rispetto a problemi più evidenti.
La regia è di buon
livello e Romero ha il principale merito di esser stato bravo a creare
atmosfere claustrofobiche e
tipicamente anni
’80 senza ricorre a particolari virtuosismi dietro alla mdp.
Rispetto a “Zombi”
e soprattutto a “La terra dei morti viventi”, in questa opera il regista
punta meno sul fattore action,
tanto che il film,
dopo una splendida e onirica partenza (in cui lo spettatore sobbalzerà
certamente sulla poltrona),
ha una prima parte
piuttosto lenta in cui sembra di assistere più ad un’opera
fantascientifica (atmosfere e scenografie
post-atomiche,
esperimenti condotti sugli zombie) che ad un horror puro. Nella seconda
parte, però, il film decolla con
un Romero che
sfrutta al massimo le capacità del mago del make up Tom Savini, dando
origine ad un film in cui la
componente
splatter raggiunge vette superiori persino agli zombie movies del
“nostro” Fulci. Tom Savini, infatti,
si sbizzarrisce
con amputazioni, evisceramenti con interiora riprese per interminabili
secondi in primo piano,
depezzamenti
terribilmente realistici, decapitazioni e chi più ne ha più ne metta..
Grotteschi gli zombie che non suscitano
terrore come
quelli ammirati in precedenza e che sembrano provenire da una “festa da
ballo mascherato”.
Ve ne sono,
infatti, alcuni vestiti da militari, altri da giocatori di football
americano e via dicendo. Probabilmente l’intento
è quello di
rappresentare la società americana nel suo insieme. Molto belle le
scenografie comprese quelle relative
all’apocalittica
città “fantasma” con i giornali che svolazzano con su scritto “The Dead
Walk!” (cosa che sarà
esplicitamente
citata da films come “28 Giorni Dopo” e “Resident Evil”).
Passando al
capitolo interpretazioni Romero opta, come per i precedenti capitoli,
per un cast di attori di secondo piano
(cosa
che non ripeterà per “La terra dei morti viventi dove avrà a
disposizione il miglior cast artistico dei quattro capitoli).
Tutto sommato,
però, gli interpreti se la cavano molto bene. Tra i migliori sicuramente
l’ottimo Terry Alexander e il
superbo Shernan
Howard nei panni (nel vero senso della parola) dello zombie
“addomesticato”.
Non convince del
tutto, invece, Joe (Joseph) Pilato (comparse per lui in “Zombi” e in “Wishmaster”)
che pur non
essendo
insufficiente non riesce a gigioneggiare sebbene il suo personaggio
(quello del capo dei militari) glielo avrebbe
permesso.
Da segnalare la
presenza in un ruolo secondario di John Amplas indimenticabile
protagonista del film “Wampyr”.
Alla colonna
sonora non troviamo più i “nostri” Goblin, ma nonostante ciò il sound
del film non ne risente troppo grazie
al discreto lavoro
di John Harrison (autore che cinque anni dopo debutterà alla regia con
il bell’horror ad episodi
“I Delitti del
Gatto Nero”) che opta per una colonna sonora piuttosto ripetitiva, ma
assai efficace.
Il DVD nella
versione italiana è distribuito dalla Alan Young Home video ed esiste
nella versione a disco singolo
(priva di
contenuti extra a parte commento audio di Romero) e nella versione con
doppio dvd.
L’acquisto è
caldamente consigliato soprattutto se avete apprezzato gli altri
capitoli e se apprezzate lo splatter.
Per concludere
questo “Il giorno degli zombi” è un film da rivalutare e per niente
inferiore a “Zombi”, anzi probabilmente
è pure superiore,
sebbene la critica sia solita non considerarlo troppo e sebbene il
pubblico a suo tempo non apprezzò
particolarmente
l’opera (“Il giorno degli zombi” è, infatti, il capitolo che ha
incassato di meno al botteghino) preferendole
clamorosamente
(naturalmente a mio avviso) opere come ad esempio “Re-Animator” (di
Stuart Gordon).
In definitiva è un
film che deve esser presente nella videoteca degli amanti di horror. Si
astengano dalla visione coloro
che sono deboli di
stomaco, lo splatter è davvero crudo.
recensione a cura di
(Matteo Mancini - Giurista81)
***
DVD
Contenuti Speciali:
Trailer cinematografico originale
Spot TV
Nuovo transfer in alta definizione dal negativo originale nel corretto
formato cinematografico 1.78:1 anamorfico
Commento audio di George A. Romero, di Tom Savini (effetti speciali),
Cletus Anderson (production designer), Lori cordile (attrice) per tutta
la durata del film
Video documentario: Il Giorno degli Zombi (39 minuti)
Dietro le quinte de... Il Giorno degli Zombi (31 minuti)
Galleria fotografica
Poster
Dati Video:
Produzione: Alan Young Home Video USA 1985
Formato: 1.78:1 Anamorfico
Colore: Colore
Lingue e Audio: Italiano: Dolby Digital 5.1, Dolby Digital 1.0 -
Inglese: Stereo
Sottotitoli: Italiano
Confezione: Amaray
Tipo disco: 9 - Singolo lato, doppio strato
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ALCUNE IMMAGINI DEL FILM




GRAZIE
GEORGE!!!
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