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Titolo: La
casa sfuggita
Regia: Ivan
Zuccon
Sceneggiatura:
Enrico Saletti
Fotografia:
Marcello
Benvenuti
Musica:
Acid Vacuum
Effetti speciali e make up:
Massimo Storari
Effetti visivi:
Wire & Wall Studio
Costumi:
Donatella Ravagnani
Art director:
Andrea Marchi
Personaggi e interpreti:
Emanuele Cerman -
Michael Segal - Federica Quaglieri - Giuseppe Lorusso - Silvia Ferreri -
Cristiana Vaccaro
Produzione:
Valerio Zuccon -
An ArabequeFilm production - Studio Interzona
Origine:
Italia-2002
Durata: 1h
e 30' - colore
TRAMA
Giovane
scrittore si reca con la ragazza in una vecchia costruzione abbandonata.
La struttura è avvolta dalla polvere e racchiude al suo interno misteri
insondabili. Pare che nei primi del ‘900 una serie di morti violente si
siano consumate tra le mura di quell’edificio. Lo scrittore cerca di
risolvere il mistero, ma pagherà a caro prezzo il suo zelo…
RECENSIONE
Ivan
Zuccon, regista di questa pellicola, è un autore che non dirà molto a
coloro che non sono abituati a ricercare films nei meandri più siderali
della distribuzione, tuttavia si tratta di un regista assai apprezzato
dagli appassionati del cinema underground italiano. “La Casa Sfuggita”,
come altre pellicole di Zuccon (“L’Altrove”, “Maelstrom”), deve molto
alla narrativa di H.P.Lovecraft (nell’occasione le citazioni si sprecano
e in particolare fanno riferimento al racconto “La Casa delle Streghe”),
anche se non ci si limita in una mera messa in scena del racconto del
solitario di Providence.
Curioso il montaggio dell’opera. Infatti,
attraverso una serie di flashback, si assiste all’intreccio di quattro
storie ambientate all’interno dello stesso edificio, ma in epoche
diverse, e aventi come protagonisti tre gruppi di personaggi.
Lo script scorre lentamente e da sfogo a
una quantità notevole di personaggi (forse troppi) con il probabile
risultato di confondere lo spettatore. Qualche passaggio resta poco
chiaro, tuttavia l’opera ha quel fascino che molti blockbuster neppure
si sognano. Purtroppo, non manca qualche buco narrativo (tipo la
misteriosa sostanza gelatinosa in cui si trasforma la vittima oppure ciò
che porta la strega a determinare gli omicidi) incidente in modo
parziale sulla comprensione dell’intera vicenda.
Svariati i momenti tesi, grazie anche a un
sagace utilizzo della fotografia (con qualche momento psichedelico di
effetto) e alle degradanti scenografie (belle quelle nei sotterranei).
Zuccon è abile dietro alla mdp e riesce
perfettamente a cucire tra loro le varie storie, grazie a trovate
registiche molto intelligenti (tra i quali zoom che catapultano la
storia da un’epoca all’altra). Notevoli anche le capacità visionarie del
“nostro” (vedi le sequenze con la donna con le labbra cucite e gli occhi
bendati da un bizzarro strumento di tortura, che sbatte di continuo la
testa su una parete). Ho, invece, trovato un po’ fuori luogo i vari
assassinii, molti dei quali perpetrati, da un uomo di cui si dice ben
poco e la cui figura resterà misteriosa fino alla fine (altro buco
narrativo), con modalità tutt’altro che “cosmiche” (nel senso orrorifico
del termine). Forse ciò è imputabile al budget risicato e alla
conseguente impossibilità di mettere in scena creature bizzarre.
Pertanto, non si può farne una colpa agli autori.
Bravini gli attori (alcuni, peraltro, in
palla, mi riferisco alla padrona dell’hotel e alla violinista),
soprattutto se si considera il fatto che non si ha a che fare con
professionisti.
Tra l’altro, particolare piuttosto
insolito per un’opera underground italiana, si segnala un topless di
un’attrice ripresa in primo piano in una scena di sicuro impatto
emotivo.
Ottimo il make up, con almeno un momento
gore decisamente disturbante e, direi, barkeriano (violinista che si
strappa a morsi la carne da un polso e poi fa scorrere la sua bacchetta
musicale sui nervi del polso lasciati scoperti).
Molto sensuale e, alla lunga, ossessiva la
colonna sonora, capace di dare un tocco poetico alla visione.
In definitiva, molti pregi e qualche
difetto (i dialoghi ogni tanto scivolano nel banale) che non mina la
bontà del prodotto. Visione consigliata a tutti gli amanti dell’horror.
(Matteo Mancini)
ALCUNE
IMMAGINI DAL FILM

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