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LA PRIGIONE
OSCURA -
Lungometraggio
di 108
minuti circa
Soggetto,
sceneggiatura
e regia
Salvatore R.
Di Costanzo
Aiuto
regista e
segretaria
edizione
Brunella Di
Costanzo
Colonna
sonora
composta dai
Clinicamente
Morti.
TRAMA
Alessandro e Beatrice, giovanissima coppia, si
trasferiscono in una nuova casa nei pressi di
Ischia. A partire dalla prima notte, la ragazza
inizia ad essere tormentata da tremendi incubi in
cui si manifestano cadaveri e fiumi di sangue. La
situazione psicologica della ragazza viene meno di
giorno in giorno e anche la stabilità mentale di
Alessandro sembra venire alterata. L’unica
spiegazione sembrerebbe legata alla casa, e
soprattutto all’oscuro passato del suo precedente
inquilino…
RECENSIONE
Lungometraggio.
Già, è così che il
giovanissimo regista Salvatore R. Di Costanzo varca il suo esordio nel
campo cinematografico.
La Prigione Oscura :
questo il titolo della sua opera.
Ben 108’ di durata!
Il regista sembra
voler rendere omaggio a grandi classici cinematografici per quanto
riguarda le marcate e impervie situazioni soprannaturali narrate,
giocando con atmosfere e violenze brutali.
Il film crea un
filone gelido, una tinta in grado di turbare e inquietare lo spettatore.
Premetto sin da
queste prime righe che il regista da sfogo a tutta la sua creatività,
proponendo un evidente impegno nella ricerca di ogni singola
inquadratura.
Curando morbosamente
i dettagli, al fine di realizzare al meglio il suo prodotto.
Nel corso dell’opera
risulta però evidente che si tratta di un regista in un certo senso
ancora “giovane”. Questo non vuol sminuire la qualità dell’autore, anzi!
Il regista sembra orientato lungo una via concreta e corretta, avendo
individuato un giusto stile, il quale deve essere solamente modellato al
meglio.
Del resto, in questa
pellicola si nota una preziosa e curata regia, costantemente concentrata
nella realizzazione di inquadrature sempre migliori.
È evidente come sia
stato svolto un preciso lavoro al fine di rendere in sintonia il
cambiamento psicologico che subiscono i personaggi del film con le
ottime scenografie e fotografie proposte.
La villa, entro cui si muove quasi la completa opera, grazie ai colori
proposti, rosso e arancione, contrastati a quelli più freddi, come il
bianco, riescono a riflettere il marasma psichico dei protagonisti.
Azzeccata la locazione, soprattutto le scene in cui il sangue sgorga a
litri e i cadaveri si materializzano disseminati nel corridoio.
Una nota stonata in
questo ricco lavoro è probabilmente la sceneggiatura, scritta e curata
dallo stesso regista, i cui dialoghi, spesso non riescono a spiccare il
volo; di conseguenza procedono in modo poco lineare, risultando così
poco convincenti, e più che altro improvvisati.
In questo modo, la
trama del film risulta spezzettata, e l’intero film rischia di procedere
abbandonando alcuni particolari, come se i vari pezzi del puzzle che il
regista ha piazzato qua e là non fossero importanti al fine di giungere
alla conclusione della storia.
Questo appesantisce
la pellciola, forse a causa dell’eccessiva lunghezza.
Forse, avrebbe
risentito meno se fosse stato ridotto di qualche decina di minuti,
accorciando così alcune lunghe scene e diverbi, molto frequenti nel film
tra i due protagonisti.
Per quanto riguarda
gli attori, la modella esordiente attrice italo-francese Elodie Serra,
la quale recita nelle vesti della protagonista, dimostra di riuscire a
cavarsela discretamente, se non di più, interpretando un ruolo che
prevede una grande e considerevole partecipazione fisica, ma soprattutto
emotiva.
Il cast restante,
non è sullo stesso piano della protagonista, soffrendo più che altro per
quanto riguarda l’improvvisazione. Del resto, il regista stesso è
impiegato come co-protagonista.
La colonna sonora è
considerevole e azzeccata.
La stessa è opera
del gruppo death metal “Clinicamente morti”.
Per concludere, il
film – La Prigione Oscura - , risulta un film piuttosto interessante per
vari spunti proposti: il sangue non manca, il senso di inquietudine, in
certi versi riesce a giocare d’effetto, del resto sono presenti
richiami a film cult come “Shining”.
Risente un po’
dell’esperienza che il giovane regista saprà colmare lodevolmente.
Di fatti, Salvatore
ha dato prova delle sue capacita dietro la macchina da presa, e il suo
talento sarò presto individuato.
Attendiamo dunque un
suo nuovo lavoro per avere un termine di paragone al fine di valutarne
il sicuro miglioramento.
(Emanuele Mattana)
[guarda il trailer]
ALCUNE
IMMAGINI DAL FILM





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