|
RECENSIONE
Coproduzione
americo-neozelandese che strizza l’occhiolino alla moda del periodo.
Prima di iniziare nel commento del film non si può non segnalare il
pessimo titolo scelto dai distributori italiani: intitolata con il più
appropriato “Blood Hunter”, in Italia il film viene presentato
come “La setta delle tenebre” nonostante non vi sia alcun riferimento a
sette o movimenti assimilabili.
L’opera può
definirsi un film di azione mascherato da horror (adolescenziale), con
trovate stereotipate (vedi individui indefiniti che si muovono sullo
sfondo, oppure tipi che si credono morti e poi dopo rientrano in scena
vivi e vegeti) e sceneggiatura che ispira in continuazione uno spiccato
senso di dejà vù (vendetta ordinata da un eroe maledetto ritornato
dall’aldilà per eliminare i suoi assassini).Peraltro, il soggetto si
rivela assai povero e il tutto ruota sulla caccia che spinge la
protagonista a individuare e uccidere coloro che l’hanno trasformata in
una vampira.
Di interessante si
registra la caratterizzazione della vendicatrice – una splendida Lucy
Liu (“Kill Bill” e “Slevin”) – pitturata come un soggetto combattuto da
un istinto malevolo (si macchia di crimini a danno di persone innocenti)
contrapposto a una forte coscienza etica (si suicida pur di rifiutare la
sua nuova natura).
Tasso gore superiore
rispetto ai prodotti del genere (SPOILER: vedere la scena all’interno
dell’auto tra la Liu e un autostoppista).
Belle le sequenze
ambientate nella stanza semibuia in cui varie persone si trovano nude e
esanimi a capofitto.
Una citazione
implicita (e ben fatta) a “Paura nella città dei morti viventi” nella
scena in cui si mostra (dall’interno) la Liu chiusa in un “forno”
dell’obitorio.
Assai gustose le
scene in flashback con la protagonista seviziata da una vampira. A tal
proposito, si segnala che non mancano spruzzate erotiche (un paio di
topless compresi), in special modo saffiche.
Se la cava piuttosto
bene il poco esperto Sebastian Gutierrez, nell’occasione al debutto con
l’horror. Il regista preferisce puntare sull’action, non disdegnando
però – in talune scene – un tocco più da maestro del terrore (peccato
che cada in qualche stereotipo volto a regalare facili sussulti).
Interpretazioni
accettabili. Oltre a Lucy Liu, troviamo James D’Arcy (già visto in
“L’Esorcista – La Genesi”), Michael Chiklis (“I fantastici 4”) e Carla
Gugino (di recente impegnata in due horror vale a dire: “Il mai Nato” e
“Watchmen”).
Discreta la
fotografia, meno la colonna sonora.
Al massimo può
valere un noleggio: niente di eccezionale. Voto: 5.5
(Matteo Mancini)
ALCUNE
IMMAGINI DAL FILM

|