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Regia:
Dario Argento
Cast: Max Von Sydow, Stefano Dionisi, Chiara Caselli, Roberto
Zibetti, Gabriele Lavia, Paolo Maria Scalondro, Rossella Falk
Soggetto e sceneggiatura: Dario Argento, Franco Ferrini, Carlo
Lucarelli
Musiche: Goblin
Effetti speciali: Sergio Stivaletti
Anno: 2001
Durata: 117 minuti
TRAMA
In seguito
all'uccisione di due giovani donne da parte di un misterioso assassino,
viene incaricato delle indagini il commissario Manni. La pista porta a
un nano, uno scrittore di gialli che 16 anni prima era stato sospettato
di alcuni analoghi omicidi. Ma il nano è ormai morto da tempo. L'unica
persona che può chiarire questo legame tra i nuovi omicidi e quelli
passati è il commissario Moretti. Ma la sua memoria non è più perfetta,
è appannata dalla vecchiaia, solo rivedendo Giacomo, la cui madre fu
uccisa molti anni prima dal misterioso nano, il commissario Moretti
ricorda la promessa fattagli: 'troverò l'assassino di tua madre a costo
di impiegarci tutta la vita'.
Tra i due inizia una intensa collaborazione, che costringerà entrambi a
ripercorrere i labirinti della memoria cercando di far luce su questo
nuovo mistero...
RECENSIONE
“Non ho sonno”
segna il ritorno di Dario Argento al thriller convenzionale, dopo i
fallimenti de “La Sidrome di Stendahl” e “Il Fantasma dell’Opera”.
Uscito nelle sale italiane nel 2000, la pellicola è stata e lo è tutt’ora
oggetto di pesanti critiche (comprese quelle di molti che si
audefiniscono come dei fan di Argento). Frasi come “Argento ha toccato
il fondo” oppure “Argento ha perso l’inventiva di una volta” sono molto
frequenti se si cerca tra i commenti lasciati dagli spettatori nei vari
forum. Simili opinioni sono, a mio avviso, assai infondate e denotano
come chi guarda un film spesso lo faccia senza analizzare ogni singolo
aspetto che contribuisce a realizzarlo: primo tra tutti la regia Ciò
premesso, passo ad analizzare la pellicola, partendo dalla
sceneggiatura. “Non ho sonno” è un classico thriller argentiano con
tutti gli elementi che hanno contraddistinto la sua filmografia. Un
rumore inizialmente indecifrabile che viene colto da un cittadino
nell’immediatezza del delitto, il cittadino che si trasforma in
detective, un pazzo che va in giro con guanti di pelle, le riprese in
primissimo piano sui coltelli e, infine, una catena di omicidi messi in
scena in modo magistrale. Il soggetto è un chiarissimo omaggio a
“Profondo Rosso” da cui riprende una quantità enorme di idee (casa
abbandonata, omicidio che riemerge dal passato, presenza di un
bambolotto meccanico che preannuncia gli omicidi, doppio colpo di scena
finale, genitore che protegge il figlio, anche se in “Profondo Rosso”
avveniva l’opposto). Ci sono comunque dei difetti, tutti addebitabili
alla sceneggiatura (dialoghi spesso banali, vittima che a bordo di un
bus sente delle strane voci provenienti da chissà dove, finale in cui un
poliziotto spara a casaccio su una finestra colpendo, guarda caso,
l’assassino), su cui però si può chiudere un occhio.
Notevole, invece,
la regia. Sul punto non si capisce come si possa criticare Argento che
per l’occasione regala una sequenza straordinaria (l’omicidio sul treno)
e molte altre da vero maestro del genere (l’assassinio della “gattina” e
quello del “cigno” con carrellata sulla moquette). Oltre alla
straordinaria messa in scena degli omicidi, peraltro assai
sanguinolenti, Argento riesce anche a scandire un ritmo sollecito e
coinvolgente. Si segnala, inoltre, un nudo integrale femminile (da
questo film si vedranno sempre più spesso nelle opere del Dario
nazionale) e una serie di attrici dalle curve mozzafiato.
Relativamente alle
interpretazioni, a parte Max Von Sydow, celebre attore svedese lanciato
negli anni ’50 da Begman e ricordato dagli amanti dell’horror per la sua
performance in “L’Esorcista” e Gabriele Lavia (altro elemento in comune
con “Profondo Rosso”), si segnalano prove un po’ fiacche in stile film
tv, ma tutto sommato chi se ne frega, visto che c’è la tecnica di un
regista visionario a tenere a galla il tutto. Ottimo il make up di
Stivaletti e la colonna sonora dei Goblin, per l’occasione riuniti di
nuovo assieme.
In conclusione si
può legittimamente criticare l’opera in questione sostenendo che i
dialoghi sono banali (ma quando mai nelle opere di Argento si era
assistito a dialoghi aulici e, poi, in una “psyco thriller” sono proprio
necessari?) e che alcuni frangenti (il poliziotto che spara dalla strada
a cassaccio su di una finestra, perché ha sentito dei rumori) sono
ridicoli, ma tra dire questo e attaccare l’estro di Argento mi sembra
che ci sia una bella differenza. Infatti, un conto è criticare la
sceneggiatura (il cui esito infausto non dipende solo dal regista),
altro è criticare la regia.
A mio avviso,
quindi il film in questione è molto divertente e valido. Consiglio anche
l’acquisto.
recensione a cura di
(Matteo Mancini)
LA
FILASTROCCA PRESENTE NEL FILM
E' arrivata
mezzanotte
con il letto faccio a botte
ora inizia la mia guerra con le bestie della terra.
Una del mattino
Il fattore è felice come un bambino
Sgozza il maiale più bello
E si libera del primo fardello
Due del mattino
Ora tocca al gallo
Usa bene il suo strumento
per la morte è un godimento
Tre del mattino
Il fattore strangola il pulcino
"l'insonnia mi tormenta!"
Si rigira nel letto e si lamenta.
Quattro del mattino
ha acchiappato un gattino
ma poiché l'ha graffiato
nell'acqua gelata l'ha affogato.
Cinque del mattino
Il fattore è nel giardino
Accarezza il coniglietto
Poi lo sbatte al muro per diletto
Sei del mattino
Al cigno più carino
il fattore ha tagliato la testa
ormai nessun nemico gli resta.
Ecco arriva il nuovo giorno
Il fattore si leva di torno
Le sue armi può posare
E finalmente può dormire.
DVD
Contenuti Speciali:
Trailer cinematografico originale
Speciale Non ho sonno (sott. ita)
Filmografie regista e attori principali
Note biografiche cast
Menù animati e musicali
Dati Video:
Produzione: Medusa Italia 2001
Formato: 1.77:1 Anamorfico
Colore: Colore
Lingue e Audio: Italiano: Dolby Digital 5.1, DTS - Inglese: Dolby
Digital 5.1
Sottotitoli: Inglese, Italiano per non udenti
Confezione: Amaray
Tipo disco: 9 - Singolo lato, doppio strato
ALCUNE IMMAGINI DEL FILM






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