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REDICE QUADRATA DI TRE - LIDRIS CUADRADE DI TRE

Nazionalità: Italia
Anno: 2001
Genere: Horror
Regia: Lorenzo Bianchini
Interpreti: Alex Nazzi, Massimiliano Pividore, Tomas Marcuzzi
Distribuzione: Centro Espressioni Cinematografiche
Video: 1.85:1 Letterbox
Audio: Friulano Dolby Digital 2.0
Sottotitoli: Italiano, Inglese
Extra: I dincj de lune, Buoni come tagli: Dietro le quinte di Lidrîs quadrade di trê, Trailer di Lidrîs quadrade di trê, Trailer di Custodes bestiae
Durata: 97’
Codice area: 2 Pal


 

 

TRAMA

Tre studenti, in odore di bocciatura, decidono di introdursi di notte all’interno della loro scuola, per sostituire i loro compiti con altri realizzati a regola d’arte. I giovani si troveranno al centro di fatti diabolici che ruotano attorno a dei rituali che vengono celebrati ne sotterranei della struttura.

 

RECENSIONE

 

“Radice quadrata di tre”, conosciuto anche come “Lidris Cuadrade di Tre”, segna il debutto alla regia di un lungometraggio del friulano Lorenzo Bianchini. L’opera, autoprodotta dallo stesso regista, riesce a mascherare esemplarmente la sua provenienza amatoriale grazie a una regia curatissima e a una fotografia miracolosa, curata da Ivan Scialino (non si ripeterà nel successivo “Custodes Bestiae”), che omaggia le atmosfere del grande Mario Bava. Visivamente si ha a che fare con un’opera eccellente, superiore a molti prodotti distribuiti per il circuito cinematografico. Molti sono i pregi dell’opera, pochi, invece, i difetti. Sotto quest’ultimo punto di vista, alcune considerazioni possono esser mosse in ordine alla sceneggiatura. Lo script, infatti, può risultare, per uno spettatore poco attento, eccessivamente pesante, a causa dei continui flashback e dei diversi incubi che sono disseminati per tutto il corso della storia. Ci troviamo alle prese con un thriller dalle forti contaminazioni orrorifiche che, probabilmente, abusa di ogni espediente diretto a esaltare la componente visiva a discapito di uno sviluppo omogeneo e lineare del soggetto. In buona sostanza, è forte il rischio, per lo spettatore, di cadere preda di una confusione mentale che solo alla fine sarà parzialmente superata.

Aldilà di questi aspetti, si assiste a una regia magistrale capace di regalare brividi a profusione (roba da generare l’invidia dei maestri del genere) e almeno due o tre sequenze memorabili (su tutte direi quella con un protagonista che corre in uno strettissimo labirinto o quella in cui ci viene mostrato un rito della setta satanica).

Nettamente sopra la media (per lo meno dei prodotti amatoriali, ma non solo) anche gli attori, con una nota di merito per il carismatico Massimiliano Pividore che sarà promosso nel successivo “Custodes Bestiae” al ruolo di protagonista.

Notevole il variegato e originale commento sonoro, così come gli effetti sonori (curati da Adriano Giacomini e Flavio Zanon). Gore pressoché assente (l’unica scena in cui si assiste a una spruzzata di sangue poteva esser realizzata meglio, anche perché il chiodo in cui andrà a sbattere il custode è già insanguinato prima che lo stesso lo colpisca!?)

In definitiva “Radice quadrata di tre” è un opera che vi consiglio caldamente di recuperare e di inserire senza troppi indugi nella vostra videoteca. Consiglio, inoltre, di recuperare anche il successivo “Custodes Bestiae”, opera visivamente meno curata, ma dalla sceneggiatura nettamente superiore.

Concludo dicendo che certi autori, come questo Bianchini, meriterebbero la fiducia di alcuni produttori cinematografici di caratura nazionale, perché potrebbero senza dubbio offrire una ventata di aria fresca in un settore dove l’ossigeno si sta facendo sempre più rarefatto.

(Matteo Mancini)

 

ALCUNE IMMAGINI DAL FILM

 

 
 

 

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