Regia:
Alexander Witt
Cast: Milla Jovovich, Sienna Guillory, Oded Fehr, Thomas
Kretschmann, Iain Glen, Sophie Vavasseur, Raz Adoti, Jared Harris,
Sandrine Holt, Zach Ward, Mike Epps
Soggetto e sceneggiatura: Paul W.S. Anderson
Fotografia: Christian Sebalt, Derek Rogers
Montaggio: Eddie Hamilton
Colonna sonora: Jeff Danna
Scenografia: Paul D. Austerberry
Costumi: Mary McLeod
Produzione: Germania / USA / Gran Bretagna
Anno: 2004
Durata: 97 minuti
***
TRAMA
Sopravvissuta miracolosamente all'incidente di un laboratorio a Raccoon
City, Alice unisce le forze con altri sopravvissuti. Tra questi, Jill
Valentine e Carlos Oliviera. Insieme dovranno eliminare una mostruosa
creatura. Il suo nome è Nemesis. Il mostro si fermerà solo quando non ci
sarà più nessuno in vita.
***
RECENSIONE
Sequel del discreto “Resident Evil” che inizia proprio nel punto in cui
terminava il primo capitolo.
Paul
Anderson lascia la regia (anche perché impegnato nel film “Aliens Vs.
Predator”) al debuttante
Alexander Witt e si dedica alla stesura della sceneggiatura sapendo di
disporre di un budget corposo
(50
milioni di dollari). I capitali investiti permettono indubbiamente di
curare particolarmente gli aspetti
visivi. Di fatti si ha una fotografia patinata affidata al duo Christian
Sebaldt e Dereh Rogers e delle
scenografie (molto apocalittiche) che non hanno nulla da invidiare a
pellicole più blasonate.
Bene
anche gli effetti speciali (Alison O’Brien) nonostante il massiccio
utilizzo di computer grafica che rende
meno
credibile alcune scene. Migliora anche il make up con zombie
discretamente realizzati e qualche
effetto gore (non si raggiungono comunque livelli alti) in più rispetto
al primo episodio.
Peggiora sensibilmente la colonna sonora stranamente non più affidata a
Marilyn Manson
(cantante che non apprezzo affatto, ma che era stato capace di comporre
una colonna sonora davvero
sinistra e sicuramente tra le migliori degli ultimi anni), ma composta
da un poco ispirato Jeff Danna che non
riesce a far ricordare il proprio main theme.
Dopo
questa premessa sugli aspetti tecnici della pellicola, che potrebbero
far pensare ad un discreto lavoro,
passo ad analizzare la parte che dovrebbe esser maggiormente curata in
un film.
Mi
riferisco, cioè, alla sceneggiatura che si contraddistingue per essere
tra le meno originali di sempre con
un
Paul W. Anderson che si limita a saccheggiare freddamente (non si può
parlare di citazioni)
a
destra e a manca.
Di
fatti l’intero film è costituito da sequenze rubate ad un’interminabile
serie di film tra i quali “Robocop”
(per
gli effetti sonori del Nemesis e per le sue particolari armi),
“Terminator” (assalto alla specie di
poliziotti), “Predator” (Nemesis che non spara ai disarmati; scena
ripresa dalla soggettiva dei Lickers; scena
all’interno della Chiesa con il poliziotto di colore che indica con la
mano ad una collega un Licker:
confrontate la scena con quella di “Predator” in cui Bill Duke indica a
Carl Wheaters l’alieno), i fulciani
“Paura nella città dei morti viventi” (tipo che perde sangue da bocca ed
occhi dopo che la mutante lo ha
fissato negli occhi) e “Zombi 2” (zombie che escono in massa dalla
terra), “Zombi” (tutta la prima parte in
cui
scoppia il contagio), l’”Alba dei morti viventi” (riprese aeree;),
“Matrix Reloaded (Alice che entra in
chiesa a bordo della moto passando per una finestra oltre ai
combattimenti che qui sono fuori luogo),
“28
giorni dopo” (la chiesa infestata di zombi), “Equilibrium” (i poliziotti
hanno lo stesso look visto in
questa pellicola che a sua volta citava i post atomici di Castellari),
“Hellraiser” (il Nemesis ha una faccia
che
è praticamente la stessa del cenobite che batteva i denti), “Terminator
III” (lancio della testata
nucleare sulla città), “1997 Fuga da New York” (promessa fatta da uno
dei responsabili dell’Umbrella di far
uscire dalla città isolata i protagonisti se libereranno sua figlia) e,
infine, “Resident Evil”
(le
scene con i cani mutanti). Se già questo non depone certamente a
vantaggio del lavoro di Anderson (il
quale forse mette come unico aspetto innovativo, ma temo di sbagliarmi,
la presenza delle prostitute
zombie che se ne vanno in giro a seni scoperti), la sceneggiatura si
rivela indecisa sulla piega da dare al
film
visto che si parte come un horror movie, poi si piega sull’action movie
in stile “sparatutto” ed, infine,
si
entra nella fantascienza che precedentemente era stata solo accennata.
Notevoli buchi di sceneggiatura negli ultimi minuti con personaggi che
misteriosamente rispuntano fuori
quando sembravano usciti di scena e con un poco indovinato finale (non
si capisce perché l’Umbrella attivi
un
altro programma) che apre le porte ad un terzo capitolo. Presenti poi
varie banalità lungo il corso della
pellicola (ad esempio è illogico che Alice entri nella Chiesa, quando
questa è circondata da un plotone di
zombie; nessuno all’interno della città ha un cellulare per divulgare le
notizie dell’epidemia; i personaggi
spezzano il collo degli zombie e anche dei militari con una facilità
paragonabile all’impegno necessario per
spezzare un crossino). Il Nemesis che dovrebbe esser il piatto forte
della pellicola delude ampiamente le
attese e incute meno terrore dei robots della serie fanta-poliziesca “Robocop”.
In
conclusione ne deriva uno script fracassone esaltato (negativamente)
anche dai roboanti effetti sonori e
dalle “americanate” con supereroi che sparano all’impazzata, rotolano in
aria, combattono in stile Bruce Lee
(si
fa per dire….) E si gettano da elicotteri in volo legati alle caviglie
con degli spaghi.
Non
credo che sia giusto (come ho sentito dire), quindi, addebitare le colpe
del risultato finale al regista
Alexander Witt che senza impressionare offre comunque una regia più che
sufficiente anche se in alcuni
momenti si rivela eccessivamente frenetica (ved. il combattimento tra
Alice e il Nemesis).
Le
scene migliori sono quelle in cui il regista inquadra velocemente i vari
zombie utilizzando la mdp quasi
come
una macchina fotografica. Bella anche la scena della caduta
dell’elicottero.
Il
ritmo è sostenutissimo, anche troppo, e questo almeno evita di
annoiarsi, purtroppo non c’è, però, un
momento di pura tensione e il duo sceneggiatore-regista puntano solo
all’effetto sorpresa per impaurire
(vedi, ad esempio, l’interessante scena ambientata nel cimitero le cui
ottime premesse vengono poi
spazzate via da una bruttissima controffensiva degli umani).
Interpretazioni fiacche, penalizzate anche da una sceneggiatura che non
caratterizza minimamente i vari
personaggi (eccezion fatta, forse, per l’attore di colore che dispensa
battute, non sempre riuscite, per tutto
l’arco del film), con una Milla Jovovich che riesce nell’impresa di
risultare antipatica nonostante si presenti
divinamente. Da segnalare anche la presenza di Thomas Kretchmann (lo
psicopatico protagonista in
“La
Sindrome di Stendahl”) che non offre il meglio di sé.
Parlando del DVD la Columbia Tristar ha distribuito, ad un prezzo
economico, un prodotto eccellente con
oltre 70 minuti di contenuti extra (trailers, scene tagliate, making of,
interviste etc..) che non possono che
esser apprezzati. Nonostante l’ottimo lavoro della Columbia, però, non
mi sento affatto di consigliare
l’acquisto.
In
conclusione sembra giusto ritenere che i produttori avrebbero fatto bene
ad affidare la sceneggiatura ad
un
altro autore visto che Paul W. Anderson (che ho apprezzato in opere come
“Punto di Non Ritorno”,
“Resident Evil” e per certi versi in “Aliens Vs. Predator”) sembra non
essersi impegnato minimamente,
probabilmente maggiormente preso da “Aliens Vs. Predator”. Occasione
sprecata.
recensione a cura di
(Matteo Mancini - Giurista81)
***
DVD
Contenuti speciali:
Scene inedite
Commento del regista Alexander Witt
Commento del produttore Jeremy Bolt e del produttore esecutivo
Robert Kulzer
Audio - commento del cast
Making Of: Game Over - Il Ritorno di Resident Evil
Trailers
Dati video:
PAL Area 2
Formato cinematografico: 2:40:1 anamorfico 16:9
Audio: Dolby Digital 5.1 Italiano, Dolby Digital 5.1 Inglese
Sottotitoli: Italiano, italiano per non udenti, inglese
Licensor: Columbia Tristar
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ALCUNE IMMAGINI DEL FILM








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