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Titolo Originale: THE HOLE
Regia: Nick
Hamm
Interpreti:
Thora
Birch,
Desmond
Harrington,
Daniel Brocklebank,
Laurence
Fox,
Keira
Knightley
Durata: h 1.42
Nazionalità: UK 2001
Genere: thriller
Tratto dal libro "The hole" di
Guy Burt
Al cinema nell'Agosto 2001
TRAMA
Una giovane in
pessime condizioni fisiche si trascina maldestramente attraverso una
fitta boscaglia, raggiungendo a fatica un elegante college in stile
vittoriano apparentemente deserto. Dal volto emaciato e stanco, il corpo
orribilmente provato, dopo aver composto il numero della polizia locale
da un telefono pubblico, per tutta risposta, all'impiegata all'altro
capo della cornetta, la giovane studente emette un grido angosciato,
straziante, che squassa il surreale silenzio dell’atrio d’ingresso. E’
questo l’inquietante epilogo di un mistero che sta attanagliando il
suddetto college, mistero relativo all’inspiegabile scomparsa di quattro
giovani, brillanti studenti, spariti nel nulla qualche settimana prima e
di cui Liz, questo è il nome della giovane caracollante, sembra essere
l'unica sopravvissuta. Seguita da una psicologa della polizia, Liz cerca
di ricostruire, tassello dopo tassello, tutto quel che è successo in
quel lasso di tempo in quel buco (trattasi di un bunker) in mezzo alla
foresta. Troppe sono le incongruenze che emergono dal suo frammentario
racconto, forse dovute al suo manifesto stato di shock emotivo o dettate
probabilmente dal rifiuto dell'agghiacciante realtà. O forse
semplicemente perchè sotto, dietro all’apparente verità, c’è qualcosa di
più profondo e inquietante. Qualcosa di inconcepibile, surreale, ma
maledettamente reale e sconvolgente.
RECENSIONE
Il film The Hole,
tratto dal best seller After the hole, pubblicato nel 1993 e
scritto dall’emergente scrittore nel panorama letterario mondiale Guy
Bart, allora diciassettenne, percorre, con dignità e cognizione di
causa, le intricate e affascinanti strade del thriller venato da
profonde ed inquietanti sfumature psicologiche. Tutto ruota attorno al
buco, appunto, una sorta di bunker in cui i quattro giovani collegiali,
ragazzi belli, ricchi e assurdamente ingenui, che non si discostano di
un solo palmo dai confini dello stereotipato teen-ager anglosassone,
decidono di trascorrere qualche giorno per sfuggire alla noia e alla
banalità delle loro sempre uguali giornate. Tutto sembra andare per il
verso giusto fra festini, racconti di fantasmi e mangiate e bevute a non
finire, il tutto condito da una buona dose di erotismo.
La situazione però
degenera quando i malcapitati si accorgono di essere rimasti chiusi
dentro il buco dall’esterno. A nulla serviranno le loro urla: troppo
distante è la botola dal centro abitato più vicino. Così come vani si
riveleranno i loro tentativi di forzare l’apertura del bunker. Non resta
che sperare che qualcuno (magari lo stesso Martin, loro amico, nonché
l’unico messo al corrente dell’esperienza nel bunker) si accorga della
loro prolungata assenza e vada a cercarli.
E se a Martin, nel
frattempo, fosse successo qualcosa?
La situazione
degenera del tutto quando i viveri cominceranno a scarseggiare e la
paranoia comincia ad affacciarsi fra i meandri delle loro già provate
menti. La sete peggiorerà ancor più il tutto. Inizierà così una
inconcepibile susseguirsi di eventi e situazioni in cui tutto quel che
sembra potrebbe non corrispondere alla realtà, fino all’incredibile,
inconcepibile verità finale.
Il film è
caratterizzato da continui flashback che hanno l’arduo compito,
magistralmente portato a compimento dal bravo regista Nick Hamm, di
tenere viva una storia intrigante, ossessionante ma magnificante reale.
La sottile linea di demarcazione fra il detto e il non detto, l’appena
accennato e l’intuibile, lasciano lo spettatore con il fiato sospeso per
buona parte del film, finendo con l’apprezzare la trama e l’intricata
vicenda ad essa collegata, fino a familiarizzare con i personaggi. Il
ruolo di Liz è semplicemente magistrale. E’ lei l’ingranaggio attorno a
cui ruota tutto il meccanismo della storia.
Una curiosità: il
film è un libero adattamento al libro di Guy Burt. Il finale è
totalmente diverso. Prevedibile nel libro. Decisamente inconcepibile nel
film.
Per gli amanti del
genere thriller-psicologico, The Hole è un film da vedere assolutamente.
recensione a cura di
(Carmine Cantile)
ALCUNE
IMMAGINI DAL FILM



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