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BLACK CAT - GATTO NERO

Regista: Lucio Fulci
Tratto da un racconto di Edgar Allan Poe
Data di uscita: 4 aprile 1981 (Italia)
Genere: Horror 

Cast : Patrick Magee - Mimsy Farmer - David Warbeck - Al Cliver - Dagmar Lassander - Bruno Corazzari - Geoffrey Copleston - Daniela Doria

 

 

TRAMA

Nella cittadina inglese dove vive il prof. Robert Miles, che passa la maggior parte del suo tempo a registrare le “voci dei morti” col suo gatto nero, si succedono strane morti.

 

RECENSIONE

 

Pellicola, datata 1981, da molti considerata ingiustamente come un’opera di seconda fascia del maestro Lucio Fulci. Girata nel periodo di maggiore fortuna del regista (sono proprio di quegli anni i migliori prodotti orrorifici del “nostro”), nella fattispecie per la Selenia Cin.ca, “Black Cat” si ispira a un celebre racconto (“il gatto nero”) di E.A.Poe, godendo perō di una propria autonomia. La sceneggiatura (firmata dal duo Proietti-Fulci), infatti, mette in scena un gatto demoniaco che, guidato dalla psiche di un professore dedito alla registrazione delle voci dei morti, miete vittime su vittime senza poter essere ucciso. Lo script, pur presentando qualche difetto (ad esempio, da un punto di vista del movente, le varie uccisioni sono scollegate tra loro, inoltre, risulta poco chiaro il ruolo che riveste nella storia l’attivitā operata dal prof. relativa alla registrazione delle voci dei morti), si rivela sicuramente all’altezza dei migliori horror del regista romano. Da lodare la scelta di strutturare il soggetto come un thriller piuttosto che puntare tutto sullo splatter e sull’effetto macabro, comunque in parte presente. Favoloso il finale girato con particolare gusto  claustrofobico e omaggiante esplicitamente Poe (cosa che peraltro Fulci aveva giā fatto nello splendido “Sette note in nero”).

Di notevole spessore la regia (splendide le riprese dalla soggettiva del gatto) capace di creare, con le classiche zoomate sugli occhi dei protagonisti, un notevole clima si tensione grazie anche all’ottimo lavoro al montaggio del fido Vincenzo Tomassi e alla splendida colonna sonora di Pino Donaggio (memorabile il dolciastro tema principale).

Buone notizie anche per quel che concerne il cast artistico con un manipolo di attori di primissimo livello. Su tutti primeggia il magnetico Patrick Magee, autentico valore aggiunto, di cui si ricordano le indimenticabili apparizioni in film come “Arancia Meccanica” (č il vecchietto a cui viene stuprata la moglie) e “Barry Lindon”, entrambi diretti da Kubrick Ma aldilā dell’esperto attore inglese vi sono anche molti volti noti per gli amanti del cinema di genere italiano. Troviamo, infatti, la bionda Mimsy Farmer (“Il Profumo della signora in nero”), David Warbeck (giā visto ne “L’Aldilā”), ma anche Al Cliver, al secolo Pier Luigi Conti, assai spesso utilizzato da Fulci, e la procace Dagmar Lassander, attrice protagonista di vari spaghetti thriller in cui appariva spesso senza veli (“Femina Ridens”, “Le Foto proibite di una signora perbene”) e giā protagonista in “Quella villa accanto al cimitero”, sempre per la regia di Fulci.

In puro stile fulciano le scenografie e la fotografia (del solito Salvati) con ampio utilizzo di nebbie e particolare gusto per tombe e sepolcri. Indubbiamente da avere in videoteca per gli amanti del genere. Buono.

 

(Matteo Mancini)

 

ALCUNE IMMAGINI DAL FILM

 

 

 
 

 

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