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SULLE SPONDE DELL'ACHERONTE

 

I - parte - Il Diavolo nella storia

II e III parte - Nascita dell'inquisizione e conseguenze - Le streghe - Sabba - Calenda

IV - parte - La nascita del diavolo

 

 

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SULLE SPONDE DELL’ACHERONTE

a cura di Federica D'Ascani

 

 

 

 

           Il Diavolo nella storia

I^ PARTE

 

Cosa è il Diavolo?

Chi è costui?

Come si arriva a poter parlare di un tema, tanto forte quanto smisuratamente vasto, come questo?

Ci si arriva per gradi, ecco come ci si arriva...

Perché, se appare difficile, o quantomeno temibile, avvicinarsi allo studio di questa materia, è altrettanto facile rimanere intrappolati nei meandri delle varie religioni che ne hanno discusso e che hanno fatto di questo “angelo nero” il centro nevralgico del proprio credo.

Satana, Belial, Azazel, Mefisto, Dagon... Innumerevoli nomi, nel corso della storia, sono stati attribuiti alla personificazione del male, pur rimanendo identico il concetto di base. Il bene non può esistere senza il suo opposto, viceversa il male può solamente soccombere in mancanza di anime da corrompere e tentare.

Già... Ma siamo nel 2008 e tutto ciò dovrebbe rimanere sepolto sotto una coltre fitta di diffidenza e derisione. Insomma, si dovrebbe considerare il Diavolo alla stregua di un mito medioevale... Non è così e, da oltre vent'anni, la sua figura ha ripreso, con maggior vigore, la scalata al successo. Tutto ciò potrebbe essere dipeso da un bisogno dell'uomo, una necessita insita e inconsulta di responsabilizzare l'immaginario sulle proprie disavventure o disgrazie. La morte, le malattie, gli omicidi perpetrati in ambito familiare... Come può esistere questa cattiveria senza l'ausilio di un essere superiore in grado di governare le menti?

Per districare, solo parzialmente, l'enorme matassa aggrovigliatasi attorno alle nostre vite, è necessario indagare nell'antropologia stregonesca.

Stregoneria, maghi, pozioni, filtri... Verrebbe da ridere, sentendo parlare di temi sconclusionati come questi. Eppure sono questi i temi e le religioni alla base del cattolicesimo...

Ma andiamo con ordine.

 

Tutto ciò che noi conosciamo, riguardo alle streghe, sono i ben noti secoli bui dell'inquisizione. Ma sarebbe sbagliato ridurre un concetto così ampio in un piccolo frangente storico come l'avvento del cattolicesimo sul paganesimo contadino. Le radici della magia e della stregoneria attingono nei secoli antecedenti la venuta di Cristo sulla Terra. Da sempre, infatti, la filosofia dei popoli ha contemplato le figure delle streghe e degli stregoni, con diverse accezioni al riguardo, però. Se durante il periodo delle inquisizioni il male doveva venire estirpato e combattuto, in epoche più remote la figura del male era accettata e temuta. Basti pensare ai potenti delle tribù antiche: chi deteneva il potere era colui che aveva accesso alle influenze misteriose dell'indefinito. Si pone, quindi, un'ambivalenza del potere demonologico in questione. In epoche passate, il potere stregonesco era atto a soggiogare le classi deboli ed emarginate della società, con l'intento ultimo di detenere, nelle mani di pochi, la scelta di vita o di morte sulla popolazione. Al contrario, in periodi ben più vicini, le streghe facevano parte della fazione degli emarginati e dei deboli. L'esatto capovolgimento della storia dava la possibilità, ai potenti, di poter additare i “diversi e minacciosi” esseri e di decretarne la fine in nome del bene supremo. Comunque, da qualsiasi parte la si guardi, la figura del male era sempre utilizzata come arma di sottomissione. La storia ha chiamato questi soprusi in molti modi: aggressività verso una condizione sociale irrazionale e di difficile gestione, vana somatizzazione della religione vigente, oppressione sui più deboli con la loro consequenziale rivolta... Ma è difficile restringere il campo visivo a queste semplici visioni della mente umana. Può l'aggressività di uno coinvolgere una folla intera? Può un potente combattere e vincere contro una popolazione sterminata di persone, senza che queste si ribellino? Non sono ancora ben chiare, tra gli studiosi, le motivazioni per le quali in nome di Dio o in nome del Diavolo siano stati commessi abomini storici simili; le uniche cose certe sono le teorie esposte e la loro adattabilità ai vari periodi che si sono susseguiti. L'ignoranza, certamente, ha avuto un ruolo fondamentale nella proliferazione dei crimini, anche se appare difficile addurre le stesse conclusioni nel periodo attuale che viviamo.

 

 

Per poter meglio apprendere la visione che il mondo antico aveva della stregoneria, partiremo dalla grande epoca delle inquisizioni, dalle sfaccettature riguardanti le motivazioni che spinsero la Chiesa a credere nelle proprie azioni e, soprattutto, da come il cristianesimo e la lotta agli eretici.

 

Dal paganesimo al Cristianesimo

 

Ci soffermeremo ben poco su questo punto, comunque cruciale per capire a fondo come questa religione abbia minato, in poco tempo, il culto pagano dei contadini e la sua successiva, quanto meno scontata, caduta.

Con l'editto di Costantino, nel 313 d.C, fu proclamata la libertà di culto in tutto il vasto impero Romano - fino ad allora, ogni forma di credenza, differente dalla religione politeista di Roma, era stata vista come un'eresia da cacciare con la morte -  Nonostante le deboli rivendicazioni dei pagani sulla religione appena nata, il cristianesimo proliferò a tal punto da divenire religione sacra ufficiale dell'impero. Tutto ciò avvenne per motivazioni più politiche che religiose. Infatti, dopo la rivolta degli schiavi, perpetrata da Spartaco e soffocata poi nel sangue, fu chiaro, all'impero, che la nuova fede aveva smosso la popolazione dal profondo. Si vide, quindi, necessaria un'inversione di marcia per ridurre le rivolte e salvaguardare il bene dell'impero stesso. Ciò che non venne contemplato fu il dopo. Con l'ufficialità del cristianesimo, il potere temporale e spirituale passò nelle mani del Papa,  facendo si che la religione assumesse contorni politici di potere e snaturando quello che era il messaggio originale di Gesù (bisogna precisare, inoltre, che i miracoli attribuiti a Gesù di Nazareth erano gli stessi di Apollonio di Tiana, considerato il Cristo pagano) Si vide necessario, a quel punto, cancellare totalmente i riti pagani passati, per far posto al nuovo potere cristiano. La modalità migliore, ovviamente, risultò quella della sostituzione, in modo tale da non creare ulteriori confusioni. Più che altro, sarebbe stato difficile riscrivere una storia di sana pianta. Un esempio illuminante è quello dei misteri di Mitra. Nel mitraismo, il toro cosmico, in costante lotta con le forze delle tenebre, veniva trafitto da una spada dal sacerdote cosmico. A Roma la festa mitraica veniva celebrata il 25 dicembre e, durante i riti, gli eletti venivano battezzati e ricevevano, ingoiandolo, il seme del toro deceduto, quale simbolo di bontà, potenza e immortalità. Inoltre, sempre secondo il mitraismo, sarebbe venuto il giorno del giudizio finale nel quale il toro cosmico sarebbe tornato sulla Terra e, con l'aiuto del sacerdote divino, avrebbe fatto resuscitare i morti. Tutti coloro che si fossero dimostrati buoni e giusti in vita avrebbero acquisito il dono della vita eterna tramite il suo sangue versato e bevuto, mentre i corrotti sarebbero stati condannati a vagare nell'oscurità eterna... Il parallelismo è lampante!

Il 25 dicembre divenne la nascita di Gesù e la stessa sorte subirono tutte le altre feste pagane, chiamate dai più Sabba.

Presero vigore le crociate, con l'intento ufficiale di divulgare la cristianità nel mondo. Altro non furono, questi viaggi, che uno sterminio continuo in tutti quei luoghi dove erano ancora forti le credenze pagane. Da qui. Il salto verso il periodo dell'inquisizione, fu di breve durata. Coloro i quali avevano subito, da vittime, l'ingiustizia di non poter professare il proprio credo in pace con la società, erano diventati i carnefici degli stessi abomini. L'era del Cristianesimo era cominciata, così come la caccia alle streghe.

 

Fonti: La capitale esoterica, Roberto Pinotti

           Il Diavolo, Alfonso M. Di Nola

 

 

 

 

NASCITA DELL'INQUISIZIONE E CONSEGUENZE

 

II^ PARTE

 

L'inquisizione, in origine nata come “estirpatrice”delle eresie verso i Catari e i Valdesi (quindi verso religioni o modi di vivere la religione in maniera differente rispetto al cristianesimo) divenne successivamente un vero e proprio ordine di vescovi domenicani (Concilio Lateranense e Concilio di Tolosa,1215/1229). Lo Stato, quindi Re e nobili, si schierò dalla parte della Chiesa quasi da subito, costituendo un muro invalicabile per gli “eretici”. Chiunque si fosse macchiato della colpa di minare la sicurezza stessa dello stato e della religione di questo, sarebbe stato condannato a morte e costretto ad abiurare. Si costituì un tribunale della Santa Inquisizione, atto a giudicare i sospettati (quasi sempre condannati) e a condannare a morte, mediante torture e rogo, le persone ritenute colpevoli di eresia. L'apparato “giudiziario” della Chiesa crebbe in breve tempo, prevedendo, al suo interno, numerosi agenti armati e una fitta rete di informazione, fondata soprattutto sull'ignoranza del popolo e sulla paura. Poco a poco, a suon di bolle papali, nessuno fu più al sicuro dalla crociata perpetrata dal Clero. Chiunque fosse stato ritenuto colpevole di eresia, nella fatti specie di stregoneria, sarebbe stato condannato a morte, quasi sempre senza la benché minima possibilità di replica. Le motivazioni, per l'accusa, potevano essere delle più disparate; a volte accadeva di venir tacciati di eresia, o di stregoneria, solamente per invidia oppure per via di conoscenze “occulte”. E queste nozioni misteriose erano quelle che oggi definiremmo lavori ordinari. Le levatrici, i medici, o chiunque desse prova, al popolo, di sapere più del necessario.

Se inizialmente l'inquisizione era nata sotto il potere della Chiesa, pian piano si diffuse nei vari regni dello Stato. Da Roma, pur senza il consenso iniziale del Papa, il dominio del tribunale inquisitorio raggiunse il regno di Aragona. I monarchi Isabella e Ferdinando detennero, in breve,  il potere dell'inquisizione in Spagna, facendo in modo di accentrare il tanto temuto “esercito” di domenicani nelle mani del regno. Non era più solamente il Papa a decretare colpevoli e condannati, oramai, ma anche i monarchi stessi, dando prova della loro scaltrezza nell'approfittare di un organo clericale così potente. Gradualmente, e neanche troppo, le azioni dell'inquisizione assunsero i colori forti che il mondo avrebbe notato molti secoli dopo con Adolf Hitler. Il delirio di onnipotenza della Chiesa divenne sempre più evidente, tortura dopo tortura, rogo dopo rogo. Il coinvolgimento delle persone fu irrazionale, così' come lo sarebbe stato quello del popolo tedesco e mondiale alla caccia degli ebrei.

Tranne la Spagna, comunque, gli altri paesi conobbero il fattore inquisizione in maniere quasi meno brutali. Ad esempio la Francia si limitava a perseguire gli eretici senza apportare modifiche allo statuto (i vari aggiornamenti tramite bolle papali che si susseguivano con una rapidità impressionante) in Portogallo il tribunale arrivò solamente nel 1547 e in Italia ancora più tardi.

La ripartizione dei ruoli, in ambito inquisitorio, era piuttosto semplice anche se ben congegnato e capillare. In primo luogo vi era l'inquisitore generale ( il più famoso, per la sua “efficienza nel lavoro” fu il frate Tomàs de Torquemada) il quale si appoggiava a sua volta al Consiglio della Suprema (a capo del tribunale). Dislocati per i vari distretti vi erano dei tribunali minori, ognuno costituito da due inquisitori (generalmente un teologo e un giurista per le questioni prettamente legate ai processi). Non sono da dimenticare i familiares, ovvero l'apparato di “volontari” atto a fare opera di spionaggio e informazione, collaborando alle varie persecuzioni e ai seguenti arresti (gli agenti sopracitati)

Un vero e proprio esercito da combattimento, con tanto di “Gestapo” e di leggi unilaterali.

Le persecuzioni, e le relative condanne, prevedevano un processo mediante il quale si arrivava a decretare la colpevolezza o l'innocenza (quasi mai valutata) del sospettato. Vi erano tre tipi di condanna: spirituale, corporale e finanziaria. Nella maggior parte dei casi, quando si riusciva a estorcere un abiura (la ritrattazione completa della propria eresia) il condannato era costretto a indossare una mantellina gialle, con due croci disegnate,  come segno di indegnità. La pena poteva variare da pochi mesi a tutta la vita. Vi erano poi le frustrate, la confisca dei beni e la condanna a rogo mediante rogo (sempre che un sospettato non morisse durante il processo per torture varie)

La decadenza della Santa Inquisizione ebbe il suo inizio nel diciottesimo secolo, con la conseguente apertura degli archivi giudiziari. Furono molte le scoperte che gettarono luce sui secoli bui del cristianesimo medievale, dissipando dubbi e rimostranze su tale argomento. Tuttavia, nonostante l'epoca moderna, troviamo ancora avvolta nel mistero la delirante caccia alle streghe, perpetrata con capillare e sadica attenzione, di cui parleremo tra poco.

Di tutti i tribunali inquisitori e degli apparati nati nei vari Regni, solamente uno è rimasto ancora in vigore oggi, ed è quello di Roma: “ La Congregazione per la dottrina della fede”.

 

 

Principi dell'Inquisizione

 

 

I principi tomistici che ispirarono e decretarono la posteriore e moderna dottrina cattolica, affondano le proprie radici nelle tesi di Pietro Lombardo e S. Agostino. La culminazione di tali tesi avvenne con il trattato definitivo di S. Tommaso d'Aquino. Tali questioni possono essere così riassunte:

 

Il peccato di orgoglio e invidia nell'esercizio delle proprie volontà, decretò la caduta dai cieli dei demoni e la loro conseguente indole malvagia. Tra la creazione dei demoni e la loro conseguente cacciata dai cieli, vi fu un determinato lasso di tempo, atto a giustificare  l'operato di Dio. Se, infatti,  i due avvenimenti fossero stati simultanei vi sarebbe stata l'implicazione diretta di Dio nel creare il male. Il maligno fu, in origine, il massimo fra gli angeli, sempre secondo le scritture della Genesi, e il peccato d'orgoglio fu la causa della sua caduta dal Regno di Dio e di tutti gli altri angeli lasciatisi trasportare per incitamento, e non per compulsione; ovviamente il numero di angeli caduti assieme al diavolo fu nettamente inferiore a quello dei fedeli a Dio. Le menti dei demoni non possono giungere alla conoscenza suprema in quanto privati dell'ultima verità; hanno comunque la conoscenza naturale e tanto gli basta. Il luogo dove essi abitano non è uno. Vi è l'inferno, dimora nella quale torturano i dannati, e l'aria, nella quale vivono per incitare gli uomini al male.

 

Tali tesi demonologiche subirono un'impennata, in quanto a informazioni, durante il periodo dell'inquisizione cristiana. Vi fu, infatti, la necessità, in quel periodo, di determinare in modo analitico l'operato del demone e il suo “segno” nella vita dell'uomo. Tali specificazioni erano atte  alla salvezza degli esseri umani in terra. Insomma, lo studio  e l'ampliamento di tale tema fu, per la Chiesa, di vitale importanza per istruire gli uomini in abito difensivo.

Vediamo quindi, grazie ai vari trattati sull'argomento, una descrizione più approfondita dei demoni e le loro gerarchie nella società malvagia.

Dal trattato del medico Johann Weyer (Wier)

I demoni sono suddivisi in gerarchie angeliche, simili allo schema proprio degli angeli di Dio.

Ognuno di essi detiene una schiera di demoni inferiori, a seconda della gerarchia, e vi sono orari congeniali alla loro evocazione. Le schiere dei vari demoni inferiori viene nominata legione. 

 

I segni demoniaci divennero la base con la quale scovare gli eretici e quindi i colpevoli di stregoneria. L'interesse dei demonologi era soprattutto rivolta alla diagnosi della possessione nella sua chiara base evangelica. Francesco Maria Guaccio elaborò un trattato volto a esemplificare quei segni, propri del diavolo, che determinavano l'implicazione di una o più persone. Partendo dal presupposto che, in presenza di un influsso malefico, era ben difficile determinare i segni di una possibile possessione, Guaccio stilò un elenco di quarantasette sintomi probabili nell'uomo. Tali sintomi vengono ridotti a due categorie: quella dei sintomi fisiologici e sensori, e quella degli eventi paranormali o eccezionali. Nella prima possono rientrare il formicolio sotto pelle, la comparsa di varie vescica sulla lingua (segno evidente di vari spiriti demoni che hanno invaso il corpo dell'uomo) palpitazioni del corpo, un grande calore dai piedi alla testa e così via. Nella seconda categoria vi sono il parlare idiomi ignoti, il discutere di argomenti forbiti quando non si è a conoscenza  dei fondamenti di base, essere altamente agitato, l'ascoltare una voce interna e non riuscire a comprenderla. Si potrebbe andare avanti per ore, tanti furono i sintomi descritti dal Guaccio, oggi riconducibili a diverse patologie o addirittura alla normalità di taluni.

 

                                                                           ***

 

In tutti i trattati stilati durante il periodo delle inquisizioni, vi è l'individuazione di un soggetto affetto da costante possessione demoniaca per proprio volere. E' qui che entra a far parte dell'accezione comune di “eresia condannabile” la figura della strega. Essa, infatti, non solo viene fatta oggetto delle attenzioni dei demoni, ma ne pretende e ne accetta la presenza. Essa, quindi, non è vittima del male, bensì la cosciente richiedente. Il suo legame con il demonio è fisico e spirituale, profondamente imbevuta di odio verso il genere umano e desiderosa di possedere una potenza terribile ma effimera.  È per questo motivo che la strega non viene fatta oggetto semplicemente di un processo atto a decretarne la colpevolezza. Essa sarà condannata a morte per i suoi peccati e il suo legame infido e sordido con il male puro.

Di grande importanza è il Disquisitionum Magicarum libri sex (Martin del Rio), nel quale si disquisisce in maniera diretta ed esplicita, l'implicazione sessuale nel legame tra la donna e il demonio.

Il tema sessuale, vedremo, è ricorrente se non alla base dell'Inquisizione stessa. È infatti grazie all'amplesso sessuale che la donna lega la propria vita al diavolo,dannando la propria anima in eterno, per volere di lussuria sfrenata  e sperimentazione di essa. Nel trattato del gesuita del Rio vengono capillarmente descritte le pratiche commesse dall'indemoniata e il demone, addentrando l'inquisitore nei particolari scabrosi, talvolta perversi, degli amplessi fra i due peccatori. È così che si viene a sapere delle modalità con le quali un demone può unirsi a una donna, oppure le motivazioni che spingono quest'ultima all'unione. Si evince, in questi scritti, che è principalmente la donna l'essere incline a tale peccato. Perché?

La donna, per natura più incline alla ricezione del diavolo, ha una lingua lubrica e difficilmente riesce a tenere nascosto un segreto ad altre donne. Per questa motivazione, è spiegata la motivazione per la quale il diavolo ha facile accesso ai corpi e ai pensieri femminili. Sono naturalmente portate alla vendetta e cattive, facilmente influenzabili e colleriche quanto basta a desiderare il male per una persona. Ovviamente l'obiettivo di questo male è e sarà sempre l'uomo, unico portatore di bene e innocenza.

Lo Sprenger, altro illustre scrittore dell'epoca, definisce tre categorie nelle quali relegare delitti  o crimini generali compiuti dalla donna strega.. Tali categorie esemplificano le cause: mancanza o deficienza nella fede di Dio, ambizione e lussuria (ridotto, poi, a un desiderio irrefrenabile sessuale)

Secondo il teologo, infatti, la donna spinta da impulsi sessuali e di cattiveria pura, spinge in un primo momento l'uomo a un amore disordinato, poi rendono impotenti taluni essere, successivamente sottraggono all'individuo le parti fisiche destinate alla riproduzione. Hanno potere di trasformare l'uomo in bestia, distruggono l'istinto generativo femminile, procurano aborto e offrono neonati al diavolo. Si nota una stramba, già discussa in precedenza, similitudine del diavolo ai satiri dell'era classica. Il diavolo, quindi, assume un tono prevalentemente tentatore e libidinoso, votato allo sfrenato appagamento dei sensi sessuali.

È da notare, in tali trattati, la fantasia perversa e sadica, degli stessi autori, nel raccontare minuziosamente gli incontri amorosi e insani dei demoni e le donne. A tal proposito, vi è un esempio ben chiaro delle deliranti affermazioni degli inquisitori. Si narra che, in una città chiamata Rauenspurg, un giovane fosse stato colto da maleficio da parte della sua amante. Egli, infatti, avrebbe perduto momentaneamente il suo membro per gelosia della donna, e lo riacquistò solamente dopo numerose minacce di morte alla strega.

 

Fonti Il Diavolo di Alfonso M. di Nola

          http://cronologia.leonardo.it/storia/aa1300e.htm

 

 

 

LE  STREGHE

 

II^ PARTE

 

Il termine 'strega' non ebbe origine, come erroneamente si pensa, durante il periodo inquisitoriale. Navigando indietro nel tempo, fino ad arrivare ai tempi classici latini, è possibile notare, infatti, una figura molto simile a quella della strega, nell'accezione comune di “adepta del demonio”. Il termine 'strix' venne utilizzato, forse per la prima volta, dal poeta latino Ovidio, per descrivere un grande uccello nero, dal becco appuntito e dall'enorme testa, che era solito penetrare nelle case del popolo e prelevare neonati per succhiarne il sangue. Si nota, stranamente, la somiglianza ai vampiri e tale similitudine diventa più nitida se si indaga nei rimedi che erano soliti utilizzare i contadini per tenere lontani questi animali: l'aglio. Tuttavia, lasciando cadere tali coincidenze, il termine latino 'strix' diede origine al vocabolo medievale 'stria', il quale era atto a simboleggiare strani animali volanti facenti parte del mondo oscuro e misterioso dell'inferno. Ancora oggi il termine viene utilizzato per indicare barbagianni o civette. Dal plurale strix si ebbe il denominativo moderno di strega, ovvero una donna, malvagia e dotata di arti magiche potenti, in grado di trasformarsi nel famoso uccello notturno e, inoltre, affamata di sangue umano. (Possiamo notare come, nonostante si corra indietro nel tempo, la donna abbia quasi sempre avuto una predisposizione particolare a rivestire tale ruolo.) Non solo. Le donne, accusate di stregoneria, si pensava fossero capaci di rovinare i raccolti, gettare malefici e uccidere per il semplice gusto di farlo (tutto questo nonostante vi fossero numerosi filtri benevoli atti a salvaguardare la salute e la vita stessa del popolo).

Le streghe, figure dall'aspetto orribile e dalla cattiveria sconfinata, videro, probabilmente, le radici del proprio aspetto nelle Baccanti (le adepte del dio Bacco) che erano solite travestirsi di pelli animali durante le loro feste, chiamate Sabba. I loro “padroni” erano principalmente le entità lunari quali Selena, Diana ed Ecate; gli dei, invece, ai quali chiedere assistenza nelle loro pratiche oscure, Proserpina o Ermes, figure mitologiche prettamente negative.

Non è da dimenticare l'associazione, propria del popolo rurale, strega/cannibalismo. Tali figure, infatti, si pensava fossero ghiotte di carne umana, fin dai tempi di Orazio, e che da essa traessero vantaggio per le loro arti oscure e temibili. Insomma, la Chiesa, come fu solita fare fin dalla propria origine, non inventò molto, limitandosi a “revisionare” credenza già in voga da secoli.

La distinzione netta tra l'epoca inquisitoriale e l'era arcaica è solamente una, in questo ambito: la visione che la società aveva della figura della strega e dei suoi “superiori”. Se, infatti, nell'epoca cristiana la strega rivestì un ruolo decisamente negativo e cattivo, da estirpare per il bene dell'umanità, nell'era arcaica gli dei e i loro adepti erano visti semplicemente come il Dio del vecchio testamento: entità sagge e potenti, dalle quali dipendeva l'equilibrio della società stessa.

 

 

SABBA

Quante volte si è sentito parlare del “sabba” come di una festa tipicamente stregonesca? La prima parola che verrebbe in mente, per associazione, accanto alla terminologia “sabba” sarebbe, appunto, strega. Sbagliato.

Come abbiamo già accennato in precedenza, il Cristianesimo adattò i numerosi culti pagani preesistenti alla propria religione, per esaltare la stessa agli occhi dello stato e dei popoli interi. La svariata simbologia, impartita dalla cultura cristiana, non era altro, quindi, che iconografia e storiografia di culti più antichi ma minori. È così che troviamo l'aureola degli angeli stranamente somigliante al cerchio d'oro degli egizi (il Sole, una divinità), è così inoltre che, cercando neanche troppo bene, possiamo distinguere nella natività “forzata” di Gesù Cristo ( si narra fosse nato ad aprile), il venticinque di dicembre, una delle feste pagane che i contadini dell'epoca erano soliti celebrare come ringraziamento alla Natura.

Da qui possiamo cominciare ad illustrare, brevemente, i sabba e cosa realmente rappresentavano nell'accezione reale della cultura arcaica.

 

 

Calenda (Holloween)

31 ottobre

Samonios: il capodanno pagano. Durante questa notte e per tutto il mese successivo, la dea, venerata dai contadini dall'ora, passa il proprio scettro nelle mani del dio, ormai in fase di declino, per simboleggiare la stagione invernale. È  in questo periodo che l'uomo riflette sull'anno trascorso, tira le “somme” sul proprio operato  e si prepara al “nuovo”, in procinto di affacciarsi sul mondo. Secondo alcune tradizioni la dea si abbandona a un sonno profondo, in attesa del disgelo; secondo altre la dea si inoltra nella terra, lontana dalla luce, in attesa della primavera; comunque, in entrambi i casi, durante questa notte, i confini tra il mondo terreno e il mondo ultraterreno si assottigliano a tal punto da consentire l'ascesa degli spiriti tra i vivi. Nell'antichità si era soliti lasciare delle lanterne come “guida”, quindi per far luce agli spiriti erranti che presto avrebbero fatto ritorno nella propria dimora celeste.

 

 

Solstizio d'inverno ( Saturnali)

21/24 dicembre

Yule: coincidente con la nascita del Cristo, è uno dei sabba minori nel quale la notte è più lunga del giorno. Nonostante, però, l'oscurità superi la luce, da questo giorno il dio morirà e rinascerà quasi nello stesso momento, acquistando forza e vigore per l'anno che arriva. Da questa notte, infatti, la luce comincerà nuovamente a crescere fino a soppiantare, in durata, l'oscurità della notte.

Talune tradizioni narrano del dio morto e nato dal grembo della dea, altre lo vorrebbero semplicemente ringiovanito e rinvigorito. In entrambe le situazioni, l'inverno comincia il suo declino.

Una particolarità: l'abete, oggi comunemente chiamato albero di natale, non è altro che un albero decorato simboleggiante la dea. Vi sono inoltre, secondo la tradizione pagana, anche l'agrifoglio e la ghirlanda (la ruota dell'anno)

 

 

Candelora  (Primavera)

02 febbraio

Imbolc: è la fine dell'inverno e l'avvento della primavera. Durante questa festa la dea si risveglia dal lungo sonno, pronta a governare il mondo della luce. Questo è il periodo che segna l'allungarsi delle giornate e il risveglio della natura. Da notare il festeggiamento della dea Brigrid per alcune streghe, stranamente coincidente alla S. Brigida dei cristiani.

 

 

Equinozio di primavera (Ostara)

21 marzo     

Uno dei sabba minori, la notte e il giorno si fronteggiano creando un equilibrio, nonostante la vita stia riprendendo il proprio fervore. La luce è pronta a primeggiare sul buio e la natura si risveglia, pronta a godere della fertilità propria della terra con la bella stagione. È usanza, durante il sabba, decorare uova e offrirle come augurio di abbondanza e fertilità ( vi ricorda, forse, la Pasqua?)

 

 

Calendimaggio (Beltane)

30 aprile/ 01 maggio

Una festa molto importante, nella quale la dea, ancora vergine, si unisce al dio per dar vita all'estate, quindi all'esplosione della vita naturale sulla terra. Bollata dalla religione cristiana come blasfema e malvagia, questa è la festa che celebra l'unione del seme maschile a quello femminile per dar vita ai numerosi raccolti della terra. Non essendo riusciti a sostituire questo sabba con nessun particolare avvenimento della religione cristiana, la chiesa pensò bene di diffamarne i contenuti e di stravolgere l'intera storia, creando il mito delle orge stregonesche e animali.

 

 

Solstizio d'estate (Litha)

21/ 24 giugno

Sabba minore, è coincidente alla festa di S. Giovanni dei cristiani. Durante questo periodo il sole è alla sua massima potenza, il dio colmo di vigore e la dea in procinto di spargere il suo frutto sulla terra. Usanza tipica era quella di raccogliere erbe e piante nelle prime ore del mattino del 24 giugno, e di accendere immensi falò, in onore del sole, come speranza di fertilità e potenza.

 

 

Festa del raccolto (Lammas)

01 agosto

Questo è un sabba molto importante che segna l'avvento del primo raccolto, in particolare quello del grano. Durante questa festa è possibile riflettere sulla potenza della natura, del dio Lugh (la festa può chiamarsi, infatti, anche “nozze del dio Lugh) e sulla metà oscura che riempirà le giornate nella seconda metà dell'anno. Si festeggia la vita ( lo spirito del grano che cresce) la morte (la spiga del grano che cade sotto la falce)  e la nuova vita (il grano trasformato in generi alimentari quali farina e pane)

 

 

Equinozio d'autunno (Mabon)

21/ 23 settembre

Sabba minore, coincide con il secondo raccolto e l'avvento dell'oscurità.

 

 

Com'è possibile notare, questi sabba sono ben lungi dall'essere le feste orgastice promulgate in epoca inquisitoriale.

Il sabba, per la chiesa, altro non era che un convegno notturno, durante il quale le streghe si univano al demonio e per le quali numerose donne furono processate e condannate al rogo.

Secondo Del Rio, le streghe erano avvertite, due giorni prima del congresso notturno (congregatio o synagoga), da demoni chiamati Magisterius i quali chiamavano, con voce umana, le donne incriminate. Queste ultime erano obbligate a partecipare a tali riti, potendo rifiutare solamente per giusta causa. Le streghe, prima di recarsi a tali “festini”, erano solite cospargere il proprio corpo di speciali unguenti; in seguito uscivano di casa e saltavano in groppa ai Magisterius, tramutatisi per l'occasione in animali come capri o arieti. In brevissimo tempo raggiungevano il noce di Benevento dove, ad attenderle, vi era il demonio, in forma di capro o cane, seduto su un trono. Le streghe si prostravano dinanzi al diavolo porgendo in offerta candele o ombelichi di neonati, con la testa inclinata verso l'alto, genuflesse, a baciare le sue parti intime. Talvolta si celebravano riti simili alla massa cattolica, con tanto di ostia consacrata (trafugata durante una comunica) e calpestata davanti al demonio. Dopo tali pratiche, le streghe partecipavano al lauto banchetto fornito loro dai demoni stessi, poi venivano prese per mano e condotte a ballare in maniera inversa al costume umano. Talvolta era possibile “ascoltare” canzoni oscene cantate dalle danzatrici, altre si potevano vedere ballare appese alle terga dei maschi, unendosi contro natura ai loro amanti diabolici.

Questa, presso a poco, la visione delirante e malata della chiesa nei confronti delle streghe che, nonostante alcune rimostranze al riguardo da parte di alcuni studiosi di lingua tedesca( Wier come pure Von Muller), continuò la caccia alle streghe in maniera capillare e sistematica, uccidendo migliaia di innocenti durante i secoli bui dell'inquisizione.

 

Fonti: Il Diavolo di Alfonso di Nola

http://www.lucedistrega.net/documenti/sabba.htm#samonios

http://www.vampiri.net/magia_5.html

http://www.bethelux.it/streghe.htm

 

 

LA NASCITA DEL DIVAVOLO

 

IL DIAVOLO,INTESO NELLA SUA REALTÀ NEL NOSTRO MONDO, PUÒ ESSERE DEFINITO IL NULLA, OVVERO UN'IDEALIZZAZIONE DELL'ESSERE UMANO RISPETTO AI PROPRI LIMITI. COME NELLE TRADIZIONI MEDIOEVALI LE GRANDINI, LE TEMPESTE E TUTTO CIÒ CHE CONCERNEVA L'ASPETTO SCONOSCIUTO DELLA REALTÀ, ERANO OPERA DEI TEMPESTARI (OVVERO CREATURE CHE CON I LORO CULTI STREGONICI DAVANO VITA AI DEMONI DELLE TEMPESTE) COSÌ NELL'EPOCA INQUISITORIALE, E PIÙ MODERNA, IL MALE ERA ED È UNA DIFFERENZA DI EQUILIBRIO TRA LA RAGIONE E LA FOLLIA (FENOMENI CULTURALI DETTATI DALL'UOMO STESSO, COME, PER ESEMPIO, LA MORALE)

INDUBBIAMENTE, IL MALE, NELLA SUA CONCRETEZZA STORICA, È ESISTITO E TUTT'ORA PERMEA IL NOSTRO MONDO. TUTTO DIPENDE DAL CONTESTO SOCIALE CUI SI RAPPORTA TALE ENTITÀ. NEL MOMENTO IN CUI LE FIGURE DIABOLICHE ENTRANO DI DIRITTO, NELL'IMMAGINARIO COLLETTIVO, QUALI ESSERI IN GRADO DI GOVERNARE IL MONDO, LA NASCITA DEL DIAVOLO, E DEI SUOI ACCOLITI, VEDE IL SUO PERSONALE INGRESSO NELLA “REALTÀ” COSÌ COME LA INTENDIAMO. IL MALIGNO, O COME CHIAMARLO SI VUOLE, È NATURALMENTE, STORICAMENTE E UMANAMENTE, L'EMERSIONE E LA TRASPOSIZIONE DEI TRAUMI E DELLE ANGOSCE DEL TEMPO VISSUTO. PER QUESTE MOTIVAZIONI, E NON A CASO, NELLA CULTURA CRISTIANA IL DEMONIO ERA INDIVIDUATO IN QUEI SOGGETTI AFFETTI DA ACCIDIA O MELANCONIA ( SENTIMENTI E MODI DI ESSERE IN NETTA OPPOSIZIONE CON LA VITALITÀ DIVULGATA DALLA FEDE)

NELL'UOMO, ACCANTO ALLA SUA NATURALE BONTÀ, VI È UN IMPULSIONE MALVAGIA IN GRADO DI CONTRAPPORSI CON FORZA ALLA VOCAZIONE DIVINA DI CUI L'ESSERE UMANO DOVREBBE ESSERE PROVVISTO E A CUI DOVREBBE ESSERE, ANCHE, DESTINATO. IL COSIDDETTO “LIEVITO DELLA PASTA”(LA COMPONENTE MALIGNA DELL'INDIVIDUO) PUÒ DECRETARE IL CARATTERE E LA SUA PROPENSIONE A UN LATO O ALL'ALTRO DELLE DUE COMPONENTI DIVINE. SEGUENDO E PERCORRENDO I DETTAMI MEDIOEVALI, SUI QUALI SI FONDANO LA MAGGIOR PARTE DELLE RELIGIONI VIGENTI NELLA NOSTRA EPOCA, GLI IMPULSI MALVAGI SAREBBERO L'ISTINTO VITALE E L'ISTINTO SESSUALE, DI PER SÉ BUONI, CHE AIUTEREBBERO A PREVARICARE UN ULTERIORE INDIVIDUO SE IMPIEGATI IN MANIERA ERRATA. E' NEL GENESI RABBA CHE SI VEDE IL QUESITO PIÙ IMPORTANTE DI TUTTI QUESTI DISCORSI. “L'IMPULSIONE MALVAGIA, DATA LA SUA ORIGINE DIVINA, È ANCH'ESSA BUONA?” LA RISPOSTA, RILEVANTE DAL PUNTO DI VISTA STORICO E CULTURALE È: SENZA LE IMPULSIONI MALVAGIE NON SI VIVREBBE NEPPURE, ESSENDO PRIVATI DEL MATRIMONIO, DELLA PROCREAZIONE E DELLA GESTIONE DEGLI AFFARI UMANI. INSOMMA... NONOSTANTE LA NASCITA DEL DIAVOLO NELLE COSCIENZE UMANE, SI VEDRÀ, DURANTE IL CORSO DELLA STORIA, COME QUESTE QUESTIONI SIANO COLLEGATE PIÙ A ISTINTI NEGATI O A IMPOSIZIONI SOCIALI LIMITANTI, PIÙ CHE ALLA PRESENZA EFFETTIVA DI UN'ENTITÀ MALVAGIA SUPERIORE ATTA ALLA DISTRUZIONE DEL BENE.

 

IL DIAVOLO NELLA PSICOANALISI.

 

NON SOLO LE RELIGIONI, MA ANCHE LE SCIENZE, INTESE ANCHE COME PSICOANALISI, SI APPLICARONO NEL CORSO DELLA STORIA AL FINE DI ACCERTARE LA NASCITA EFFETTIVA DEL DEMONIO NELLA REALTÀ.

FREUD, NEL 1908, AVANZÒ LA SUA PRIMA IPOTESI CIRCA LA NASCITA DEL DIAVOLO NELL'IMMAGINARIO COLLETTIVO, RILEVANDO CHE IL MALIGNO, PROBABILMENTE, TROVAVA LE SUE RADICI NEI PIACERI CARNALI , NELLE PULSIONI INCONSCE O RIMOSSE NELL'INDIVIDUO. NEL SUO BREVE SAGGIO, IL CHARAKTER UND ANALEROTIK, IL FILOSOFO ANALIZZÒ IL PIACERE DERIVANTE DALLA DEFECAZIONE ANALE E CONCLUSE CHE, QUASI CERTAMENTE, MOLTE VISIONI DEL DEMONIO DERIVAVANO PROPRIO DA TALI PULSIONI “ILLECITE”. NON A CASO, IL DIAVOLO, SI DICEVA, FOSSE ABITUATO A REGALARE DONI, AI PROPRI SEGUACI, CHE SUCCESSIVAMENTE SI TRAMUTAVANO IN STERCO. INSOMMA, TOGLIENDO LA TERMINOLOGIA ANALE, SI EVINCE COME LA FIGURA DEMONIACA NON SIA ALTRO CHE LA MANIFESTAZIONE DEGLI IMPULSI RIMOSSI O VIETATI DALLA SOCIETÀ DI QUESTO O QUEL PERIODO ( CHI NON RICORDA LE OSCENITÀ PERPETRATE DAGLI INQUISITORI DELLA CHIESA, DURANTE LA PERSECUZIONI ALLE STREGHE? NON ERA FORSE QUELLA LA MANIFESTAZIONE PIÙ ALTA DI IMPULSI SESSUALI CELATI?)

SEMPRE FREUD, NEL 1922, ELABORÒ LA SUA TESI DEFINITIVA A SEGUITO DEL RITROVAMENTO DI ALCUNI DOCUMENTI STORICI. UN BIBLIOTECARIO RICHIAMÒ, INFATTI, L'ATTENZIONE DEL DOTTORE SU UN PARTICOLARE EPISODIO AVVENUTO VERSO IL 1677 CIRCA. UN PITTORE REDIGEVA DUPLICE PATTO SCRITTO, CON SANGUE, NEI RIGUARDI DEL SATANA. TALE ARTISTA SI IMPEGNAVA A DIVENIRE SERVO E FIGLIO DEL DEMONIO PER LA DURATA DI 9 ANNI, AL FINE DI ESSERE RASSICURATO E LIBERATO DALLA MALINCONIA E LA DEPRESSIONE, A SEGUITO DELLA MORTE DI SUO PADRE. FREUD, DA QUESTI AVVENIMENTI, EVINSE CIÒ CHE ERA GIÀ ACCENNATO, PER UNA PICCOLA PARTE,  NELLE IPOTESI DI JONES.

SICURAMENTE, IN ORIGINE, DIO E IL DIAVOLO ERANO UNA SOLO ENTITÀ, RAFFIGURANTE IL PADRE INNALZATO SIMBOLICAMENTE DALL'UOMO. COME, PERÒ, DIO RAPPRESENTAVA UN GENITORE MISERICORDIOSO E CARITATEVOLE, COSÌ IL DIAVOLO ERA LA SUA NETTA CONTRAPPOSIZIONE. PER FARLA BREVE, SATANA NON SAREBBE ALTRO CHE LA PROIEZIONE   DI TUTTI I CATTIVI SENTIMENTI CHE UN UOMO PUÒ PROVARE NEI CONFRONTI DI UN GENITORE O, PIÙ SEMPLICEMENTE, LA TRASPOSIZIONE MALVAGIA DI COMPORTAMENTI GIUDICATI SCORRETTI E IMMORALI DALLA COMUNITÀ MONDIALE PASSATA E PRESENTE.

 

FONTI: IL DIAVOLO DI M. DI NOLA

 

a cura di Federica D'Ascani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

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