VERSI D’ORRORE

 

 
  [Home]|[Racconti]|[Disegni]|[Forum]|[Interviste]|[Fumetti]|[Concorso]|[Recensioni]  
  [Vampiri]|[Segnalazioni]|[e-Book]|[Chi siamo]|[Cortometraggi]|[Link]  

 
 

 

 

 

 

 

 

IL VAMPIRO E LA MORTE

 

 

Adoro vegliare i cadaveri ancora caldi.

Adoro la pace, il silenzio e tutto ciò che non è vita.

La vita è un chiasso infernale, prodotto da strumenti stonati,

da orchestranti maldestri, che come insetti fastidiosi,

feriscono i miei sensi, oltraggiando la Morte,

boia pietoso, giustiziera del caos,

disinteressata donatrice di dignità a chi, fin dal primo vagito, l’aveva perduta.

Della Morte sono un umile servitore, un amante discreto.

Proprio io, che di questa rozza umanità porto l’indelebile segno.

Segno che tradisce le mie remote origini terrene.

Mero guscio e nulla più per la mia anima nera, come una notte senza luna,

intrisa del sangue di chiassosi mortali.

Tu, Morte, compagna fedele, ne sei testimone. E sempre lo sarai,

quando l’ultima goccia del prezioso fluido carminio mi solleticherà la gola,

saziandomi e spegnendo l’ennesima, caotica vita mortale.