La Dottoressa
avanza
elevandosi sopra
una cuspide dorata.
Porta colpe
per gli innocenti
sulla mano
destra;
sulla sinistra
porta collera.
La notte
sta calando,
rumorosa come
pesanti catene;
e si spalancano
i cancelli
di un delittuoso
cimitero.
Entra trionfante,
la Dottoressa;
e ad ogni suo
bacio
il delirio
diviene delicatezza,
e il delitto
mutua in delizia.
Desolazione
in questi fragili
attimi,
in questa dolente
landa
dove la morte è
dubbio astratto,
dove le zanzare
s’affollano sopra
i cadaveri,
dove i gemiti di
un pianoforte
fanno da cesura
tra la notte
e il giorno.
In questo buio di
granito,
Lei,regna con
gelosia,
scruta con
sguardo funereo
il suo impero.
Corpi macilenti
stanno emergendo
dalle macerie
della vita,
madidi di odio,
per riscuotere
la resurrezione
che fu loro
negata.