VERSI D’ORRORE

 

 
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SOSPIRI D’OMBRA

 

Nella città, ignara, assopita

da una lugubre torre la mezzanotte è scandita.

 

Giungon di notte, dai cimiteri

dalle case in rovina, dai vecchi manieri.

 

Si risvegliano ora, in questo momento,

con un unico, lungo, blasfemo lamento.

 

Rabbrividiscon le case, tremano i letti

poiché nel sottosuolo giaccion morti i folletti,

d'una morte vigliacca, che li fugge impaurita

all’effimero incontro delle metalliche dita.

 

La fiamma silente si accende veloce

nei corpi animati d'una fame feroce

di anime, sangue e dell’altrui tormento

poiché questo è l’unico lor nutrimento.

 

Sotto la luna, piena, rigonfia,

sotto le stelle e Aldebaran la tronfia

la grigia città, i suoi viali alberati

diventan teatro di osceni peccati.

 

Lungo le vie, chi è li a passeggiare

ode un sussurro  che lo invita a scappare.

 

– E’ mezzanotte – racconta la torre

– la luna è ormai alta e la morte già corre

col manto annerito, la falce appuntita

e con centinaia, migliaia di dita

adorne d'orrore, dei peccati mai detti

madre corrotta dei maligni folletti –