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CHUPACABRAS

Chupacabra,
conosciuto anche come “Goatsucker”, si tratta di una creatura misteriosa
che si nutre del sangue delle sue vittime, che come si evince dal nome
(tradotto in italiano “succhia capre”) sono prevalentemente le capre.
Il nome spagnolo che gli è stato affibbiato deriva dal fatto che i primi
attacchi di cui si è resto protagonista si sono verificati, a partire
dal 1994, in Stati (Puerto Rico, Guatemala, Messico, Ecuador, Cile e
Costa Rica) in cui la madre lingua è lo spagnolo.
Morfologia
E’
possibile tentare di stilare una sorta di identikit della creatura
attenendosi alle informazioni acquisite grazie alle testimonianze che
sono state raccolte da persone che affermano di averla vista in azione.
Si parla, in genere, di un essere bipede ricoperto di pelo grigiastro,
spesso descritto con le ali di un pipistrello, alto tra i 60 e i 180 cm,
dalla testa ovale con due fori al posto delle narici, piccole orecchie
appuntite e due occhi rossi talmente fluorescenti che alcuni
intervistati hanno riferito esser in grado di illuminare il terreno
circostante con una luce biancastra. La bestia possiede una bocca da cui
fuoriescono due lunghi denti tubuliformi e una lunga lingua appuntita
con cui presumibilmente perfora il corpo delle vittime estraendone via
il sangue di cui sembra andarne ghiotto.
Strutturalmente è
dotato di due arti superiori non molto sviluppati e di due possenti arti
inferiori (tanto da “somigliare ad un canguro”) forniti di tre dita
dalle quali spuntano fuori artigli affilati con i quali tiene bloccate
le prede prima di procedere ad azzannarle. La creatura procederebbe, in
modo eretto sebbene leggermente ricurva in avanti, a balzi e sarebbe
capace di correre piuttosto in fretta e addirittura di saltare da alberi
alti fino a 8 m e persino di fluttuare nell’aria.
Alcuni testimoni si
dicono, inoltre, convinti di aver scorto sul dorso dell’essere una sorta
di cresta dorsale costituita da una serie di aculei che verrebbero fatti
vibrare dall’essere producendo simultaneamente un odore sgradevole.
Aldilà delle prove
testimoniali, sono state riscontrate nei luoghi degli avvistamenti delle
impronte di circa 10 cm simili a quelli di un canide, ma la cosa
bizzarra è che la successione delle impronte è quella di un bipede, e
non di un quadrupede. Quest’ultima circostanza porterebbe ad escludere
che si tratti di un cane selvatico o comunque di un felino.
Un altro aspetto
inquietante del Chupacabra, che sembra esser desumibile dal fatto che in
molti casi è stato capace di aprire porte per accedere all'interno di
ovili ed allevamenti, è la sensazione che sia dotato di un'intelligenza
superiore a quella animale.
Non trovano, invece, riscontro le
affermazioni di coloro che sostengono di esser stati ipnotizzati
telepaticamente dall’essere. Tuttavia, i dubbi vengono alimentati dal
fatto che ben quattro testimoni di tali esperienze sono finiti col
soffrire di disturbi psichici talmente gravi da spingerli al suicidio.
Infine, non manca
chi sostiene che i Chupacabras sarebbero dotati di una struttura
biologica basata sull’infrarosso. Per dirla con poche parole sarebbero
in grado di rendersi invisibili ai nostri occhi, ma non a quelli di
macchine digitali (è stata mostrata un fato che raffigura un essere
umanoide che cammina in un parco pubblico senza attirare l’attenzione
dei presenti) e di alcuni specie animali che, ad esempio, sono state
viste assumere atteggiamenti di nervosismo poche ore prima delle
aggressioni.
Varianti
Vi sono
diversi ricercatori, tra i quali Jaime Ferrer (direttore del Calama Ufo
Center), che sostengono, sulla base di varie testimonianze, che
esisterebbero molte varianti di Chupacabras (addirittura di 35 specie
diverse). Si parla di esseri di altezza compresa tra i 15 e 250 cm con
sembianze diverse tra loro. Alcuni, infatti, raccontano di aver scorto
dei grossi cani neri con il pelo molto lungo, altri si dicono convinti
di aver visto dei cani neri dotati di ali o una sorta di gnomi dal
ventre rigonfio e la testa a forma di pera. C’è persino chi racconta di
aver intravisto in volo degli stranissimi uccelli dal pelo marrone scuro
e dalla testa simile a quella di un “grigio” (tipo di presunta razza
aliena).

Effetti sulle Vittime
Le
carcasse delle vittime dei Chupacabras presentano una serie di
caratteristiche che potremmo definire, per utilizzare un termine
criminologico, la “firma” dell’autore del massacro. Ognuna di esse,
infatti, presenta un triplice orifizio, da cui viene estratto tutto o
buna parte del sangue disponibile, sul collo di circa 1 cm di diametro e
di 7-8 cm di profondità, dai bordi assolutamente netti, disposti
generalmente a triangolo. La causa della morte sembra attribuibile alle
lesioni riscontrate ad organi come il cervelletto o il fegato che
vengono trovati spappolati come se fossero stati perforati da qualcosa
di acuminato.
Attorno al foro di
ingresso manca stranamente ogni traccia di un'eventuale mascella serrata
al collo della preda, sono, invece, riscontrabili varie lacerazioni
lungo tutto il corpo della stessa che sembrano esser addebitabili a
degli artigli.
Le cose più
bizzarre, però, sono date dalla totale assenza del fenomeno cadaverico
del rigor mortis, dalla cauterizzazione delle ferite e, nei pochi casi
in cui ne rimane, dal fatto che il sangue non coagula anche per diversi
giorni. Tali circostanze sono verosimilmente dovute ad una misteriosa
sostanza che si presume esser iniettata dalla creatura.

Aggressione ad Uomini
Oltre ad
aver fatto una carneficina di galline e capre soprattutto negli Stati
del centro-amercia, si registrano alcuni casi in cui si sospetta che il
Chupacabra abbia aggredito anche uomini. Una prima aggressione si
sarebbe verificata a Gurabo (Puerto Rico) ai danni di un allevatore che
sarebbe stato inseguito da un Chupacabra dopo che l’uomo lo aveva
sorpreso, mentre stava dilaniando i suoi animali.
Altri episodi di
aggressione ad esseri umani si sono verificati in Costa Rica e a Puerto
Rico.
Si narra che il Chupacabra avrebbe anche ucciso alcune persone, ma su
questo non vi sono prove certe per dirlo. Si tratterebbe nello
specifico di un caso verificatosi in Guatemala nel 1996, di un altro
avvenuto nel 1988 a Guarapiranga, nello Stato di San Paolo, in Brasile e
di tre morti sospette in Cile. In tutti i casi i cadaveri presentavano
tre fori sul collo e la quasi totale assenza di sangue, oltre al corpo
straziato da artigli.
Tracce di Chupacabra
anche in Italia
Contrariamente a quanto si possa pensare, il “fenomeno Chupacabra” è
giunto anche in Europa e persino in Italia. Al riguardo, i due casi più
eclatanti si sono verificati nella provincia di Lecce, nel 1996 (in tal
caso il presunto Chupacabra avrebbe colpito per ben due volte), e in
Calabria tre anni dopo. In entrambe le occasioni a cadere vittime sono
alcuni animali domestici: un cane, un gatto e quindici galline nel primo
caso, solo galline nel secondo. I giornali locali parlano di “belva
misteriosa” e inizialmente si pensa che autore della carneficina sia un
lupo, una volpe o una faina, alcuni avanzano anche l’ipotesi di un
grosso felino fuggito a qualche incauto collezionista di animali
esotici. Quello che però fa cadere le ipotesi prospettate sono le
impronte che vengono rilevate sui luoghi della mattanza e soprattutto i
segni lasciati sulle carcasse: tre fori sul corpo da cui è stato
estratto del sangue e assenza del rigor mortis.
Altri indizi molto
particolari vengono riscontrati in uno dei due casi del 1996 e
precisamente nel secondo attacco verificatosi in un casolare ubicato a
circa 1 km di distanza da quello oggetto del primo assalto. In questo
secondo caso, la “belva” avrebbe tranciato una rete metallica di
protezione e sarebbe entrata in un pollaio passando da una finestra alta
un metro e mezzo da terra. Oltre ai classici segni, sulle carcasse viene
notata la presenza di una sostanza verde gelatinosa stranamente non
repertata dalla Scientifica di Lecce. Nei pressi del casolare vengono
riscontrati dei segni molto profondi e netti su degli alberi e un
tralcio di vite completamente "divorato", cosa abbastanza insolita per
un animale, dal momento che per far ciò è richiesta una certa potenza.
Tre anni dopo in
Calabria, analizzando le impronte lasciate dall’essere, un ufologo del
posto, dopo aver provveduto a confrontarle con quelle attribuite al
Chupacabra, afferma la coincidenza tra i due tipi di impronta.
Nell’anno in corso
il Chupacabra è tornato a far parlare di sé persino al telegiornale
nazionale, quando qualcuno ha sospettato della sua presenza per
giustificare una serie di carneficine di ovini e caprini verificatesi
nel Lazio.

Esemplari
di Chupacabras
Come per il “fenomeno U.F.O.” anche nel caso del Chupacabra
non può mancare chi sostiene che dietro al fenomeno in questione ci sia
un’attività di “cover-up” ovvero di occultamento da parte delle
autorità governative e militari mondiali di notizie, reperti, dati che
riguardano il fenomeno UFO e altri fenomeni connessi a questo.
Uno dei principali sostenitori di questa tesi
è il famoso ufologo portoricano Jorge Martin, direttore della
rivista specializzata Evidencia OVNI. Martin si dice sicuro che almeno
due creature sarebbero state catturate a partire dal 1995 nello Stato di
Puerto Rico.
Un giovane esemplare
di Chupacabra sarebbe stato imprigionato per una settimana in una gabbia
da un uomo che poi lo avrebbe consegnato ad un gruppo in uniforme,
costituito da agenti del Dipartimento all'agricoltura portoricano e di
un'agenzia federale statunitense non meglio identificata.
Gli uomini avrebbero portato via la creatura collocandola all’interno di
una teca trasparente delimitata da un materiale simile al plexiglas.
Il secondo essere
sarebbe stato catturato nella zona di El Yunqueni nei primi di novembre
del '95. In questo caso sarebbero stati uomini della Guardia Forestale a
consegnare la bestia a militari statunitensi giunti dalla base navale di
Roosevelt Roads, a Caiba, sulla costa dell'isola. Qui, il Chupacabra
sarebbe stato imbarcato a bordo di un aereo diretto verso gli U.S.A.
Martin e i suoi
collaboratori affermano, inoltre, di aver raccolto dei campioni di
sangue dell’essere in un paesino in cui un poliziotto avrebbe aperto il
fuoco per arrestare la fuga di un Chupacabra. Esaminati da specialisti
in genetica di un laboratorio professionale americano, gli esiti delle
analisi sarebbero i seguenti:
1)
il sangue è
simile a quello umano del gruppo A;
2)
l'analisi dei
componenti ha rivelato che esso proveniva da una ferita all'intestino;
3)
l'analisi
genetica mostra caratteristiche diverse
da quelle presenti nel
sangue umano e da quelle degli animali conosciuti.

Documenti fotografici
Come avviene in
tutti casi coperti dal mistero abbondano fotomontaggi e altri documenti
falsi che ritrarrebbero esemplari di Chupacabras. Tuttavia, esiste un
filmato molto controverso che mostrerebbe uno di questi esseri in azione
ed una foto, scattata in Argentina nel 2002, giudicata dai ricercatori
come non artefatta. Curiosamente, però, quest’ultimo documento non è mai
stato pubblicato.
Teorie
Premettendo
che il Chupacabra sia davvero una creatura reale e non appartenente al
mondo delle leggende metropolitane, resta da interrogarsi sulla sua
natura. Sul punto vi sono varie ipotesi, vediamole nel dettaglio:

IPOTESI
EXTRATERRESTRE
Secondo tale ipotesi il Chupacabra sarebbe un “animale” degli alieni o
una loro creazione ottenuta con la sperimentazione genetica. I
sostenitori di questa ricostruzione fanno leva sulla particolare
fisionomia dell’essere che sembrerebbe ricordare quella di un "grigio"
anche se più animalesca e soprattutto sull’ondata di avvistamenti U.F.O.
registrata nel Centro-Sud America a partire dagli anni ’90. L’ufolgo
Jorge Martin ha raccolto, inoltre, molte testimonianze relative ad
oggetti volanti piramidali scorti nei luoghi limitrofi a quelli delle
mattanze.
IPOTESI
MUTAZIONE GENETICA
Si
tratta di un’ipotesi che sino a qualche anno fa sarebbe sembrata
indubbiamente fantascientifica, ma che attualmente, alla luce degli
sviluppi della genetica, non può più considerarsi così impossibile.
Secondo i fautori di questa opinione, il Chupacabra sarebbe una creatura
creata in laboratorio attraverso l’utilizzo di DNA di più animali
terrestri con lo scopo di dar vita ad un nuovo essere capace di
racchiudere in sé le caratteristiche di questi animali.
Sembrerebbe, invece,
da scartare l’ipotesi che le mutazioni siano dovute a cause naturali,
dal momento che in tal caso l’eventuale specie animale coinvolta si
sarebbe evoluta in periodi di tempo assai lunghi e non certamente
improvvisi come avvenuto con il Chupacabra.
In Messico, una
commissione di zoologi, composta per analizzare lo strano fenomeno, è
giunta a prospettare l’ipotesi che i Chupacabras siano animali comuni
(cani randagi, pipistrelli, puma) il cui comportamento sarebbe stato
bruscamente modificato da agenti inquinanti.
IPOTESI
MULTIDIMENSIONALE
Dopo due teorie che potremmo definire fantascientifiche eccoci giungere
ad una ricostruzione paranormale del fenomeno. Secondo i sostenitori
dell’ipotesi qui oggetto di esame, il Chupacabra sarebbe un essere
proveniente da altre dimensioni dello spazio. Per sostenere tale
affermazione si sostiene che anche nei secoli passati si sono registrate
apparizioni di entità anomale che fecero strage di greggi. Ad esempio:
a)
in Medio
Oriente, nel 100 d.C., ci fu un'invasione di bestie orribili che
uccisero animali e uomini;
b)
nei primi
anni del 1800, in Gran Bretagna vi fu una strage di pecore e bovini,
tutti uccisi con un morso sul collo e dissanguati;
c)
in Canada,
verso la fine del 1800, un essere spaventoso faceva strage di pecore
ogni notte, succhiandone il sangue e lasciando la carne intatta;
d)
agli inizi
del 1900 in Inghilterra vi fu un’altra strage di pecore ad opera di un
essere misterioso, che uccideva sempre dissanguando le bestie e
lasciando intatte le carni.
IPOTESI
ESOTERICA
Restando nel campo del paranormale, c’è chi avanza un’idea che potremmo
definire “lovecraftiana”. Infatti, alcuni si dicono convinti di avere a
che fare con forze demoniache evocate durante particolari rituali, anche
di tipo satanico. Si fa leva soprattutto sugli antichi dipinti che
immortalano mostruose creature demoniache intente a volteggiare e sul
crescente proliferare di rituali che nel mondo stanno affermandosi
sempre di più.
IPOTESI
CRIPTOZOOLOGICA
Secondo i sostenitori di tale tesi il Chupacabra sarebbe un animale che
vive nel sottosuolo terrestre. Tale idea sarebbe supportata dal fatto
che in diverse occasioni gli esseri in questione sarebbero stati visti
dirigersi verso zone montuose ricche di cavità nella roccia e
soprattutto dal rinvenimento all’interno di tali luoghi di umanoidi
mummificati dalle dimensioni di circa 15 centimetri.
Cinematografia
La figura del
Chupacabra ha ispirato vari B-Movies (tra i quali si cita il recente
“Chupacabra: Dark Seas”) e un episodio (“Enzima Mortale”) del 1996 della
famosa serie televisiva “X-Files”.
a cura di
Matteo Mancini
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