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MUTILAZIONI ANIMALI MISTERIOSE
(M.A.M., in sigla,
“Mysterious Animal Mutilations”)

Nel
nostro precedente appuntamento, con la sezione “X-Stories”, ci
siamo imbattuti in una figura “leggendaria” del nostro tempo: il
Chupacabra.
Ma
se le descrizioni e le testimonianze dirette, relative a questa
creatura, possono sembrare fantasiose o quanto meno improbabili, un
discorso diverso deve essere mosso in ordine a un fenomeno (indiretto)
che, ne sono sicuro, sarà capitato anche nelle campagne limitrofe alle
vostre calde e sicure città.
Miei cari lettori, mi sto riferendo alla “pratica” delle “Mutilazioni
animali misteriose”. Vediamo insieme di affrontare questo delicato
problema, cercando di capire cosa distingue una semplice mutilazione da
una mutilazione, per così dire, “paranormale”.
Effetti sulle vittime:
Molto spesso gli animali
mutilati vengono privati delle parti molli, soprattutto occhi,
lingua, mammelle, genitali, labbra e ano. In alcuni casi (Arkansas,
’89), mucche incinte sono state ritrovate con la placenta estratta,
con il feto asportato e con il liquido amniotico completamente
evaporato (segno che l’operazione era avvenuta in presenza di una fonte
fortissima di calore).
Un’altra particolarità è da individuare nell’accuratissima ripulitura
dal sangue (prelevato con un foro sulla vena giugulare, eseguito con
l’animale ancora in vita), al punto da lasciare bianchi candidi gli
organi non asportati.
Un
altro aspetto degno di rilievo è costituito dagli alti livelli di
radiazione riscontrati attorno alle carcasse, così come destano
perplessità gli indizi che lascerebbero pensare che il bestiame sia
stato mutilato in un luogo diverso rispetto a quello in cui si trovava.
Infatti, non solo non vengano trovate tracce ematiche sul luogo del
misfatto, ma, in talune occasioni, sono state individuate delle
abrasione sulla pelle di bovini ed equini – quasi come se fossero stati
sollevati da fasce di cuoio – mentre, in altre, gli esami a “raggi X”
hanno mostrato fratture tali da suggerire che gli animali fossero stati
scagliati a terra da molto in alto. Un bue è stato, persino, trovato
incastrato su un albero a un’altezza di venti metri dal suolo.
Questi fatti si sono ripetuti moltissime volte, in varie parti del
globo.
Testimonianze:
La storia degli animali trovati
mutilati in circostanze misteriose inizia ufficialmente il 9
settembre 1967.
Ci
troviamo nello stato del Colorado, vicino ad Alamosa. In un prato, viene
trovata la carcassa di un cavallo di tre anni, con mutilazioni tali da
sconvolgere gli stomaci dei ritrovatori.
L'intera testa è
ripulita dalla carne e dal muscolo. Il cervello, gli organi e il
midollo sono scomparsi. Attorno all'animale, steso su un fianco in
mezzo al campo, non c'è traccia né di sangue né di pneumatici. Solo, nel
terreno, 15 tracce circolari e, vicino a un cespuglio a 40 piedi dal
corpo dell’animale, un cerchio di 3 piedi, formato da 6 o
8 buchi, ognuno di circa 4 pollici e di 3-4 di profondità.
Una
guardia forestale decide di controllare la zona con un geiger.
L’intuizione si rivela decisiva: vengono registrate radiazioni in tutta
l’aria, ma stranamente queste tendono a decrescere per ogni passo mosso
in direzione del cavallo.
Gli
inquirenti decidono di ricorrere alla consulenza di un ematologo e
patologo dell’università di Denver (tale Dr. John Altshuler).
Il
professionista si reca sul posto e analizza il puledro, disponendo
un’autopsia. Il referto riporta la presenza di un “taglio esteso dal
collo fino alla base del petto, perpetrato con un'incisione chiara e
verticale”. Il Dr. Altshuter afferma che “la carne sembrava esser
stata aperta e immediatamente cauterizzata a una temperatura compresa
tra i 350-500°C”. La cosa per l’epoca è quanto mai scioccante,
perché nel 1967 non esisteva ancora la tecnologia laser.
Il
dottor decide di tagliare dei campioni di pelle dalla parte più dura e
scura, e di esaminarli al microscopio. A livello cellulare, viene
rilevata una consistente decolorazione e distruzione, con mutazioni
causate dalla bruciatura.
A
stupire di più il professionista, però, è la totale la mancanza di
sangue – sia nella carcassa che attorno alla stessa - e questo
nonostante fossero stati asportati il cuore, i polmoni e la tiroide.
Il medio sterno risulta vuoto e asciutto.
Il
caso attira subito l'attenzione mondiale, ma è solo il primo di una
lunga serie (si parla di migliaia di casi analoghi nel giro di pochi
anni).
Il
fenomeno raggiunge proporzioni assai rilevanti nell'autunno del '73,
quando alcuni contadini del Minnesota e del Kansas denunciano una serie
di mutilazioni inflitte a capi di bestiame. Le circostanze delle morti
sono assai diverse, così le polizie locali non indagano, facendo cadere
le responsabilità sull'operato di sette sataniche..
Nel
1975 vi è una nuova ondata di mutilazioni, questa volta nel Wyoming e
nel Colorado. In quest’ultimo Stato, addirittura, si crea un tale clima
di psicosi da spingere la popolazione a girare armata e a sparare contro
chiunque si aggirasse attorno ai capi e, persino, a un elicottero della
Gasoline, scambiato per un mezzo governativo incaricato del rapimento
del bestiame (!?).
In
seguito allo svilupparsi degli avvenimenti, anche le polizie di Alberta,
Idaho, Montana e Iowa, attribuiscano la responsabilità a culti satanici.
Ma le indagini, ove condotte in maniera approfondita, sembrano
screditare la teoria, specialmente alla luce di testimonianze secondo le
quali elicotteri neri, privi di qualsiasi contrassegno, con
vetri oscurati e motori ultrasilenziosi, sarebbero stati visti sui
luoghi dei delitti.
Tuttavia, il fenomeno delle mutilazioni animali non è solo un fenomeno
statunitense, infatti, vi sono tutta una serie di casi anche in Europa.
Di recente, in Francia, duemila montoni sono stati trovati mutilati e
spellati presso le grotte di Verdon, nel Var. Alcune vecchie leggende
locali, attribuirebbero il fatto all’ira di una gigantesca bestia
"mannara" che già nel '500 macellava gli animali.
Anche l'Inghilterra non è immune dal fenomeno. Il 15 luglio 1977, 15
cavalli sono stati trovati ridotti a pezzi in Cornovaglia, nel raggio di
alcune centinaia di metri . Le carcasse si sarebbero decomposte nel giro
di una sola giornata.
Sempre sulla fine degli anni ‘70, nel triangolo compreso fra Parma,
Piacenza e Genova, sull'Appennino, un animale misterioso (un lupo, o
chissà cos’altro) avrebbe terrorizzato i villeggianti e aggredito i
vitelli . Sempre in Italia, a Chions, un contadino avrebbe visto un UFO
rubargli alcune galline, aspirandogliele con un fascio di luce (!?).
Un
altro caso (ovviamente irrisolto) si è verificato, alle soglie del 2000,
proprio dalle parti di chi vi scrive, in quel di Pisa (e il sottoscritto
lo ricorda assai bene!). Sul caso, che ha visto perdere la vita a una
dozzina di cavalli (alcuni, un tempo, da corsa e ormai ritirati dalla
carriera agonistica), ha investigato direttamente la Procura della
Repubblica e, dalle analisi condotte dai consulenti tecnici nominati dal
Tribunale, è emersa la seguente dinamica:
“…qualcosa dall’alto, si è agganciato al
collo dei cavalli e li ha letteralmente tirati su, da qualche parte.
Quindi al cavallo è stata praticata un’iniezione nella spalla destra per
prelevare del sangue. Il cavallo è stato, in seguito, abbattuto con una
stimolazione a livello cerebrale che ha artificialmente aumentato il
numero di battiti del cuore fino a farlo scoppiare. Gli organi sono
stati
prelevati in seguito, dopo che l’animale è stato trascinato da qualche
parte provocando anche l’abrasione del parenchima laterale esterno.
Infine l’animale è stato buttato giù, nel luogo del prelevamento, ancora
caldo”. Anche in questo caso,
sono state riscontrate le classiche mutilazioni di cui a inizio dossier.
Investigazioni:
Il governo degli Stati Uniti ha
speso migliaia di dollari per investigare a fondo su questo fenomeno.
L'ipotesi di ingerenze extraterrestri è da questo punto di vista
piuttosto interessante: spesso la presenza di UFO è stata segnalata
nelle zone che in seguito sono state teatro di mutilazioni, senza
contare che le mandrie sembrerebbero terrorizzate dalla presenza di UFO.
Mutilazioni di animali sono state segnalate in zone ufologicamente
calde, come il Nuovo Messico e vicino all'AREA 51, in Nevada. Due
diverse vittime di presunti rapimenti alieni avrebbero
raccontato, sotto regressione ipnotica, di aver visto capi di
bestiame portati all'interno delle navi aliene e quindi mutilati.
Attualmente negli Stati Uniti c’è una taglia di 45.000 dollari sui
responsabili delle mutilazioni animali (“cuttle mutilations”)
Teorie:
Oltre alla pista ufologica sono
state avanzate anche una serie di teorie razionali che elenchiamo qui di
seguito.
1)
LA PISTA SATANICA
La
rimozione degli organi sessuali degli animali, in particolare, ha
portato ad addossare la colpa alle sette sataniche. Tale ricostruzione,
appare piuttosto superficiale e poco credibile per vari motivi:
a)
il sacrificio nel culto diabolico coinvolge una donna o un bambino, e
non un animale. Questo perché il satanista, strappando un cuore o un
cervello e mangiandolo, acquisterebbe le facoltà del sacrificato. Se un
satanista dovesse cibarsi del cuore di un bue, idealmente, regredirebbe
allo stato animale.
Gli
unici culti che compiono sacrifici animali sono il voodoo e la teurgia
pagana.
In
entrambi i casi, però, le “esecuzioni” e le modalità dei sacrifici sono
del tutto difformi rispetto al caso qui oggetto di esame.
Nel
voodoo ci si limita a sgozzamenti e spesso di animali da cortile. La
teurgia, invece, pur prevedendo il sacrificio di un vitello (idealmente,
il “capro espiatorio”), dispone rituali sanguinolenti pena l’inefficacia
del rito (in quanto si ritiene necessaria la fuoriuscita del plasma, per
qualsiasi sortilegio).
b)
Inoltre, una simile spiegazione non spiega molti dati di fatto.
Resterebbe immotivata la mancanza di tracce umane sul luogo dei
ritrovamenti, come la precisione e la particolarità delle mutilazioni.
2)
I PREDATORI DEL DESERTO
Tra le proteste degli allevatori (che dicevano di esser in grado di
distinguere un morso animale da una mutilazione vera e propria), un
memoriale redatto su incarico dell’F.B.I. (K.M. Rommel Jr., “Operation
Animal Mutilation”, prepared for the Criminal Justice Department, 1980)
è giunto a incolpare persino i predatori del deserto o volpi
particolarmente feroci.
Inutile dire che tale spiegazione può essere valida solo per
giustificare alcuni casi e non, di certo, l’intero fenomeno. Peraltro,
si è giusti a sostenere che il memoriale, di cui sopra, sarebbe stato
redatto su indicazione del governo per insabbiare le prove di un
presunto contatto alieno.
3)
PROGETTO DI RICERCA DEL GOVERNO
L'inglese Timothy Good, si dice convinto che le mutilazioni facciano
parte di un progetto di ricerca segreto del governo americano, per
finalità militari. Tuttavia, mentre ci sono indicazioni precise sul
coinvolgimento del governo in vari casi, l'evidenza della responsabilità
diretta del governo rimane labile e poco attendibile, ad avviso di chi
vi scrive, visto il lunghissimo periodo (oltre 40 anni) in cui continua
a verificarsi il fenomeno.
4) TECNOLOGIA ALIENA
È la
teoria più caldeggiata, sia per le particolari lesioni riscontrate che
per le modalità con le quali sono state eseguite. Sul punto una delle
maggiori esperte è l’americana Linda Miton Howe. Quest’ultima ha
provato, più volte, che le cellule che circondano le incisioni sono
state separate con una cura tale da non creare alcun danneggiamento.
Tale fatto insieme a tutta una serie di indizi, ad avviso della Howe,
prova che le mutilazioni sono state inflitte – quanto meno - con
strumenti tecnici non di origine terrestre. Ad avviso della Howe (“Glimpses
of Other Realilìes”, il titolo del suo libro), comunque, fautori delle
mutilazioni sarebbero visitatori alieni spinti dalla necessità di
utilizzare le sostanze estratte dagli animali per ragioni di
sopravvivenza.
a cura di
Matteo Mancini
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